Il Tirreno

Prato

Prato maglia nera per i suicidi

Maria Lardara
Dante Mondanelli presidente della Società della salute
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Dante Mondanelli presidente della Società della salute

Luci e ombre nella pagella della Scuola Sant'Anna alla Società della salute

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PRATO. Solo quattro anni fa eravamo "scarsi" in mortalità dei tumori. Il cancro come condanna definitiva. Passi da gigante nel 2010, al quale è stato assegnato un voto tra la sufficienza e il buono. Ma il nostro tallone d'Achille si chiama mortalità per suicidi, spesso legato alla marginalità e perdita del lavoro, anche se poi numericamente chi ha deciso di farla finita si conta in punta di dita.  Luci e ombre nella pagella della Società della salute di Prato secondo il Mes (Laboratorio management e sanità) della Scuola superiore Sant'Anna, con un giudizio che comunque premia il sistema socio-sanitario locale tanto da collocarlo in fascia alta (in nona posizione con punteggio di 88, meglio di gran lunga rispetto a Firenze che è il fanalino di coda insieme a Livorno) su 23 realtà di Società della salute sotto la lente d'ingrandimento.  Un bel colpo per il medico-assessore comunale Dante Mondanelli che dal 2009 (quando si è insediata la giunta Cenni) è anche presidente della Società della salute, uno stimolo a fare meglio per il direttore generale dell'Asl 4 Bruno Cravedi a fronte di alcune sacche di criticità che permangono. «Confesso che i criteri utilizzati dal Sant'Anna mi hanno lasciato in passato un po' perplesso perché non calati sulla realtà del territorio - osserva Mondanelli -. Ma l'aver fatto bene nell'ultimo anno ci sprona ancora di più per le prossime sfide».  Tra i nodi che vengono al pettine sulla pagella, un ricorso ancora elevato a ricoveri per polmonite (patologie che dovrebbero risolversi senza questa necessità), una certa "inappropriatezza medica" con l'eccessiva prescrizione di Tac, il numero elevato di aborti (anche ripetuti) praticati da parte di donne straniere che aspettano l'ultimo periodo della gravidanza per la prima visita in gravidanza (a tal proposito, sarà potenziato il lavoro dentro e fuori i consultori). Non sono rose e fiori nemmeno per la percentuale di ricoveri con degenza superiori a 30 giorni, tali da richiedere una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. «Ma grazie al progetto "Dopo l'ospedale meglio a casa" - puntualizza Cravedi - abbiamo ridotto del 40% i ricoveri puntando sulle cure intermedie soprattutto per gli anziani, in modo che possano prolungare anche a domicilio la convalescenza. Quanto all'appropriatezza medica, occorre coinvolgere meglio i medici di base perchè prescrivano le prestazioni diagnostiche effettivamente necessarie».  Secondo il direttore di Asl, non deve allarmare la maglia nera sui suicidi perché «ne bastano pochi per moltiplicare il dato pratese rispetto a quello regionale». A questo proposito, sarà potenziato grazie a un finanziamento della Regione il servizio telefonico "Sos famiglia & lavoro" (sportello di ascolto psicologico affidato all'associazione "Donne in cerchio") di cui il Comune insieme all'Sds aveva avviato una sperimentazione nella seconda parte del 2009.

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