Il Tirreno

Prato

Pdl, nuove regole: Bernocchi fuori gioco

Carlandrea Poli
Cristina Attucci capogruppo in Provincia
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Cristina Attucci capogruppo in Provincia

Definite le incompatibilità, anche Cristina Attucci dovrà scegliere

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 PRATO. Una tegola piove nel congresso del Pdl. Abbastanza prevista tra l'altro e più volte annunciata dal neosegretario Angelino Alfano, ma non è detto che a Prato i vertici troveranno la velocità per scansarsi in tempo. L'ufficializzazione è avvenuta ieri pomeriggio, a termine di una ridda di voci e di un accurato affinamento a Roma del regolamento dei congressi.  Le cariche di coordinatore e di vice-coordinatore diventano incompatibili per chi riveste il ruolo di assessore o di capogruppo in Provincia o in un Comune capoluogo. Fuori gioco, dunque, Roberto Baldi anche se non ha mai nutrito l'aspirazione di strappare il controllo del partito di Berlusconi all'attuale coordinatore Riccardo Mazzoni. Più problematica diventa la posizione di Filippo Bernocchi, assessore alle grandi opere e all'energia e coordinatore vicario del Popolo della Libertà.  Il quesito non è soltanto se a questo punto Bernocchi farà un passo indietro nel partito o se privilegerà l'appannaggio da assessore, ma se si sposteranno gli equilibri in vista del congresso in arrivo - ma ancora la data non è stata comunicata - entro la fine di gennaio, inizi di febbraio.  Prova ad allontanare questo spauracchio per primo Mazzoni: «L'accordo costruito fra me e lui non viene minimamente scalfito dal regime delle incompatibilità. Tuttavia Bernocchi dovrà optare per una delle due posizioni. Qualora, come ritengo probabile, restasse a governare la città indicherà un nome a lui gradito da affiancarmi come vice. Ugualmente, non viene scalfito il numero delle tessere. A Prato sotto il mio coordinamento è stato raggiunto il risultato del 120% rispetto all'obiettivo numerico sancito dal partito a livello regionale e nazionale».  Sicuramente più stringata la reazione di Bernocchi, che da diretto interessato glissa sulla posizione da prendere.  «Mi atterrò alle disposizioni del partito - usa una dichiarazione di rito -. Dovrò decidere facendo una riflessione insieme a tutti i miei amici nel Pdl».  L'ex uomo forte di An è ora appeso fra la tentazione di fare il leader esperto nel suo partito a tempo pieno e il bisogno di completare la sua delicata missione nella modernizzazione della macchina delle partecipate.  «In giunta indubbiamente occorre una certa continuità per portare in fondo la gara per il gas e per l'illuminazione pubblica». Mentre Cristina Attucci - altra potenziale vittima dell'incompatibilità essendo capogruppo in Provincia - parla di un problema risolvibile, aspettando la celebrazione del congresso per decidere su quale carica optare. Oltre a questo, però Attucci esclude manovre politiche contro l'asse Mazzoni-Bernocchi.

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