Finanza
Il sindaco Lorenzini smentisce i nomadi
«Il Comune non li ha incaricati di togliere i tubi». Opposizione all'attacco
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MONTEMURLO.Sorpresi a tagliare con un flessibile quattro grossi condotti di metallo in via Udine e quindi arrestati, i tre sinti comparsi in tribunale martedì scorso si sono difesi sostenendo che fosse stato un dipendente comunale a dare loro il via libera. Una tesi, questa, che scatena l'indignazione del Comune e del sindaco Mauro Lorenzini. Le reazioni. «Sono rimasto esterrefatto - esordisce il sindaco - Nessun dipendente comunale può aver dato un incarico del genere ai sinti. Innanzitutto perchè non si tratta di materiale di proprietà comunale e nemmeno di un terreno comunale. Ma poi, se anche lo fosse - conclude - il Comune avrebbe il dovere di smaltirlo secondo le leggi del caso e non certo affidarlo a qualche cittadino». Parte invece all'attacco Cosimo Zecchi, capogruppo del Pdl in consiglio comunale. D'altronde, i sinti sono un vecchio cavallo di battaglia dell'opposizione. Anche dopo l'approvazione unanime del regolamento. «Non mi sorprende leggere che sorpresi a rubare in pieno giorno, i sinti si sarebbero difesi dicendo che avevano l'autorizzazione del Comune - comincia - Non mi sorprende perchè al tempo dell'occupazione abusiva della nuova area si è creato un precedente imbarazzante. Mi riferisco, anche se non penso che sia vero, alle voci che giravano allora e cioè che qualcuno li avesse autorizzati all'ingresso nel campo - spiega il capogruppo Pdl - E' però evidente che ormai sia questo a Montemurlo il ritornello usato dai nomadi quando infrangono le regole. Ormai l'autorità di questa amministrazione è ridotta ai minimi termini e pure i nomadi si prendono gioco di loro». Rischio espulsione. Il regolamento della residenza sinti approvato quest'anno lo tira in ballo il vicesindaco Nicola Ciolini, anche assessore alle Politiche sociali. «Se vogliono davvero entrare in un processo di integrazione i sinti devono sapere che hanno dei doveri da rispettare e non solo diritti - comincia Ciolini - La vicenda mi sembra poi di facile lettura perché l'ipotesi di un "via libera" di provenienza comunale è completamente infondata. Non resta che aspettare gennaio e la sentenza - conclude Ciolini - e in caso di condanna non ci rimarrà che applicare alla lettera il regolamento. Che in questi casi prevede l'espulsione dal Comune di Montemurlo». A.P.
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