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Prato

Il giallo della pensione sparita

Il giallo della pensione sparita

E' stata pagata per 14 anni dopo la morte della beneficiaria

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PRATO. La pensione di una donna morta nel 1995 è stata riscossa per ben 14 anni dopo il decesso, ma il figlio, sospettato di truffa all’Enasarco, l’istituto di previdenza degli agenti di commercio, è stato condannato solo per gli ultimi due mesi percepiti indebitamente. Per gli altri 13 anni e 10 mesi c’è un beneficiario che si è messo in tasca più di 50mila euro, ma non si sa ancora chi sia. Ha avuto un esito singolare il processo celebrato in tribunale a Prato per a decidere se l’imputato, Alessandro Becagli, pratese di 67 anni, avesse o meno incassato senza averne titolo la pensione di reversibilità che spettava alla madre Agnese Tonini, vedova del commerciante Sirio Becagli.

Il procedimento penale è nato dopo un accertamento dell’Enasarco, che inviò una serie di lettere ai beneficiari ultranovantenni delle pensioni. Dopo alcune mancate risposte, l’istituto di previdenza ricevette a fine 2008 una risposta da Alessandro Becagli che comunicava il decesso della madre nell’agosto dello stesso anno. Poi però saltò fuori un certificato di morte della signora Tonini in data 4 gennaio 1995. Questa incongruenza fece naturalmente scattare la segnalazione alla magistratura. Ma il giudice sembra aver dato credito alla lettera dell’imputato che faceva risalire la morte della madre all’agosto 2008 e non al certificato di morte prodotto dall’avvocato della parte civile Enasarco, e poi confermato con una successiva certificazione del Comune di Prato.

Così Alessandro Becagli è stato condannato a 8 mesi (pena sospesa) e 1.000 euro di risarcimento a Enasarco solo per aver percepito la pensione nei mesi di agosto e settembre 2008. Ma allora chi ha riscosso per per 14 anni la pensione della signora Agnese Tonini, per un totale di 56.123 euro? Non c’è prova, almeno per il giudice, che sia stato il figlio Alessandro se non per gli ultimi due mesi. In un’epoca in cui tutto lascia traccia (a partire dalle riscossioni delle pensioni con la necessaria delega) sembra impossibile. E infatti l’Enasarco vuol dare battaglia e solleciterà la Procura a fare appello.

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