Il Tirreno

Prato

Contro la manovra, lunedì sciopero unitario

Barbara Burzi
Una manifestazione sindacale
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Una manifestazione sindacale

Proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Presidio alle 11,30 davanti alla Prefettura

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 PRATO. Uno sciopero unitario di Cgil Cisl e Uil in risposta a una manovra che «manca di equità e sviluppo economico». Dal mondo dei sindacati si leva un coro di proteste che si concretizzerà in un presidio in programma per lunedì 12, dalle (11,30 alle 13) davanti alla Prefettura. Lo stop sarà di tre ore, che coincideranno con le ultime tre della mattina per i lavoratori a giornata o con le ultime tre ore del turno di lavoro. Con l'iniziativa di mobilitazione annunciata dai sindacati si intende alzare la voce contro le modalità che il documento predisposto dal governo Monti ha messo in campo per tirar fuori il paese dalle sacche della crisi. «E'inaccettabile che sul fronte della patrimoniale non si sia fatto nulla e ben poco sui capitali scudati usciti dal paese senza pagare un minimo di tasse», attacca il segretario della Cgil Manuele Marigolli. «Non si contesta il fatto che gli interventi siano necessari, ma si interviene sempre sugli stessi - continua - ne sono il segno la cancellazione delle pensioni di anzianità, la tassa sulla prima casa e il blocco dell'adeguamento al costo della vita delle pensioni per cui era in programma quest'anno una rivalutazione del 2,7% che avrebbe consentito di rimettere in moto i consumi». A preoccupare maggiormente le organizzazioni sindacali provinciali sono soprattutto le ripercussioni che le misure messe in campo dal governo potrebbero avere sul distretto. «Il rischio - sostiene il segretario Uil Angelo Colombo - è che per l'industria pratese, che nei primi mesi dell'anno è andata verso una progressiva stabilizzazione, si apra una nuova fase di recessione. Le previsioni degli imprenditori per il 2012 sono addirittura peggiori del 2009». Sui costi della politica, invece, chiama in causa istituzioni ed enti locali invitandoli ad aprire una riflessione al loro interno. Per il segretario Cisl Stefano Bellandi «nella manovra non c'è traccia di una riforma del mercato del lavoro ed è mancato un tavolo di concertazione con le parti sociali».

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