Il Tirreno

Prato

Comune condannato per gli allagamenti

L’area industriale
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L’area industriale

Dovrà risarcire centomila euro a tre aziende tessili di Oste

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 MONTEMURLO. Il Comune è stato condannato al pagamento di centomila euro circa quale risarcimento per i danni riportati dalla filatura "Roda", la pettinatura "Mazzaccheri" e dal lanificio "Tuscania" di Oste negli allagamenti del 18 novembre 1999. E' quanto ha deciso martedì scorso il presidente del Tribunale di Prato Antonio Genovese. Nella notte tra il 18 e il 19 novembre 1999 un violento nubifragio si abbattè su Montemurlo procurando numerosi allagamenti. Nella zona che adesso viene appunto chiamata "ex Mazzaccheri", un triangolo di terra stretto tra la via Pistoiese e il confine col comune di Prato, l'acqua salì oltre il mezzo metro allagando sette fabbriche a causa del mancato funzionamento delle pompe di sollevamento delle acque, dovuto ad un corto circuito. I danni che ne derivarono per le strutture, ma soprattutto per i macchinari contenuti nei capannoni, furono ingenti. Il Comune di Montemurlo chiese lo stato di calamità naturale. Tre delle sette aziende che subirono gli allagamenti fecero causa, ognuna a titolo personale, al Comune chiedendo il risarcimento dei danni. Il Comune rispose tirando in mezzo Enel e Consiag, cui da poco spettava la manutenzione del sistema fognario. Sono passati dodici anni e la filatura "Roda", la pettinatura "Mazzaccheri" e il lanificio "Tuscania", difese rispettivamente dagli avvocati Di Falco, Paolo Cappellini e Maurizio Pugi, sono aziende che, anche a causa dei danni riportati nel 1999, tra fallimenti e liquidazioni, non esistono più. Nel 2001 le tre cause vennero però riunite e martedì è arrivata la sentenza che ha ritenuto il Comune responsabile dei danni al cento per cento. Soprattutto, dopo aver respinto la richiesta di stato di calamità naturale, il Comune è stato riconosciuto responsabile per i difetti di progettazione del sistema fognario della zona e della mancata predisposizione di un gruppo elettrogeno di continuità per sopperire all'assenza di energia elettrica che mette in funzione le pompe per il sollevamento delle acque. Nemmeno la richiesta dello stato di calamità naturale è stata riconosciuta, perchè per tre volte nei 12 anni precedenti era caduta a Montemurlo la medesima quantità d'acqua. Al Comune spetta quindi adesso il pagamento dei danni: 60mila euro più gli interessi. A.P.

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