Sicurezza
«Se ne vanno solo quelle piccole»
Parla Wang Li Ping imprenditore tessile a Prato dal '90
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PRATO.Aziende cinesi che chiudono e lasciano Prato per la crisi? Su un fenomeno che sta assumendo contorni ancora tutti da interpretare, interviene Wang Li Ping, imprenditore cinese da molti anni associato a Cna, componente della direzione Cna e coordinatore delle imprese orientali iscritte all'Associazione. Wang è a Prato dal lontano 1990 e opera come imprenditore nel settore dei filati per confezioni con una consolidata azienda familiare. «L'allontanamento delle imprese cinesi? - tiene a sottolineare Wang - è indubbiamente legato ai riflessi di una crisi che ha colpito tutta l'economia innescando un calo di lavoro e di ordini soprattutto nel settore della confezione. Il fenomeno però sembra riguardare principalmente imprese orientali di nuova acquisizione e di piccole dimensioni. Per intendersi, quelle che si sono insediate a Prato in un periodo compreso tra 1 e 3 anni e che quindi risentono maggiormente di tutte le difficoltà legate all'avviamento dell'azienda ed hanno un legame ancora forte con la patria d'origine». Secondo Wang: «questo ovviamente non vale per tutte le imprese cinesi già consolidate che sono qui da decenni gestite da imprenditori che hanno qui radici familiari, figli e nipoti nati a Prato, e non hanno nessuna intenzione di andarsene». Due le strade che seguono per resistere: «ridurre le spese aziendali il più possibile o trovare nuove nicchie di mercato, viaggiando moltissimo in Italia per cercare nuovi clienti». «Il momento - prosegue - è davvero difficile per tutti, ma sono convinto che alla luce di una ripresa, anche minima, le aziende cinesi più sane e solide torneranno a Prato perchè qui, a differenza di ciò che avviene altrove, ad esempio in Polonia, esiste sia un tessuto produttivo che permette di avvalersi di tutte le lavorazioni che compongono una filiera». E prosegue: «Se guardo ad esempio alla mia esperienza ormai ventennale a Prato - dice Wang - posso dire che solo associandomi a Cna ho capito molte cose e sono cresciuto dal punto di vista imprenditoriale. Con la guida dell'associazione sono riuscito a gestire l'azienda in maniera corretta e a mettermi in regola con le normative, cosa che non ero riuscito a fare prima con consulenti privati correndo il rischio di sanzioni e di chiudere. Pian piano - aggiunge - sono entrato nella complessità delle norme italiane, per una corretta la contabilità, e mi sono regolarizzato nei confronti dell'Agenzia delle entrate. Non solo. Un altro aspetto importante sono stati i sopralluoghi di Cna per la regolarizzazione degli impianti, delle macchine, per la sicurezza sul lavoro, per le pratiche ai vigili del fuoco. E questo senza contare i percorsi formativi che mi hanno consentito di far crescere le conoscenze e la cultura imprenditoriale anche nei miei figli che erediteranno l'azienda».
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