Sicurezza
Rispunta a Iolo la confezione fantasma
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La confezione controllata dalla squadra interforze al Macrolotto di Iolo Era stata chiusa dieci mesi fa a Narnali, trovati 4 clandestini
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PRATO. Chiusa all'inizio dell'anno a Narnali, la confezione cinese è rispuntata lunedì a Iolo, ed è stata di nuovo chiusa. L'esito del controllo compiuto dalla squadra interforze coordinata dalla Questura è la conferma di come sia difficile arginare il fenomeno delle aziende che impiegano manodopera clandestina e la alloggiano in dormitori abusivi. La confezione controllata a Iolo (la polizia non dice dove) ne è un esempio. La polizia municipale aveva già visitato l'azienda nel mese di gennaio, quando la sede era a Narnali, e il controllo si era concluso con la chiusura dell'attività per la presenza di lavoratori clandestini. Erano stati sequestrati l'immobile e tutti i macchinari. Il titolare, un cinese di 36 anni ufficialmente residente a Teramo (e attualmente in Cina) non si era però dato per vinto. Ha affittato un altro capannone nel Macrolotto di Iolo e ha ricominciato da dove lo avevano interrotto. Con le stesse modalità, se è vero quanto accertato lunedì: la squadra interforze ha trovato un dormitorio abusivo con 22 posti letto e quattro clandestini su un totale di 11 dipendenti. Il titolare della confezione è stato nuovamente denunciato per il favoreggiamento e lo sfruttamento della manodopera clandestina, la confezione è stata chiusa e i macchinari sequestrati.
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