La manifestazione
Duri i sindacati. «Decisione inaccettabile. Non ha senso non sfruttare tutti gli ammortizzatori»
«No alla proroga della cig»
Ilenia Reali
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Una manifestazione di lavoratori Cangioli non concede una nuova scadenza e licenzia
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PRATO. Avvisaglie ce n'erano già da qualche tempo. Era probabilmente questione di settimane. Da una parte ci sono alcune imprese che non hanno più la voglia di continuare a gestire la cassa integrazione per dipendenti considerati da tempo in esubero, dall'altra i sindacati che tentano in ogni modo di allungare il più possibile le scadenze degli ammortizzatori sociali consapevoli che qualche mese in più di cassa oggi, può cambiare il percorso di vita di un lavoratore che ha così l'opportunità di raggiungere l'età della pensione o avere più tempo per trovare un nuovo impiego. Anche alla luce di una situazione generale che lascia pochi spazi alla speranza. Ieri a dire no al prolungamento ulteriore della cassa integrazione a 14 dipendenti è stato Vincenzo Cangioli, imprenditore di riferimento del distretto nonché vice presidente dell'Unione industriale pratese. Di fatto il primo caso nell'area pratese. «Per noi - è stato il commento di Giancarlo Targioni, sindacalista della Filctem Cgil al tavolo di trattativa con i colleghi Calogero Aronica di Cisl e Angelo Colombo della Uil - è un grosso rammarico perché l'allungamento della cassa integrazione contribuisce a tenere legate al tessile professionalità importanti e aiuta in un momento di crisi così grave le persone a raggiungere i termini per andare in pensione o dà maggiori possibilità, con uno spazio di tempo più lungo, di trovare un lavoro. Non si può togliere, in una fase di crisi come quella che il Paese sta vivendo, questa possibilità a dei lavoratori anche se sono state già concesse delle deroghe». Vincenzo Cangioli, contattato tramite l'Unione industriale, ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni. «Non ha voluto neppure allungarla di 4 mesi - è sempre Targioni a parlare - e non si può certo parlare di un problema legato al costo che è assolutamente minimo. Dispiace ancora di più che a tenere questa posizione sia uno dei vertici dell'associazione». «Cangioli - interviene Calogero Aronica di Femca Cisl - ha motivato col fatto che tra qualche mese non si sa se ci sarà la mobilità e quindi è meglio prenderla adesso. Una motivazione inaccettabile per un imprenditore del suo calibro: abbiamo degli strumenti che consentono di dare, per più tempo, una sicurezza minima di reddito perché toglierli? Queste posizioni non sono accettabili». Per Angelo Colombo della Uilta, «Cangioli ha fatto un errore non accettando il prolungamento almeno fino ad aprile e non facendosi carico di quei lavoratori che dal 14 dicembre saranno in mobilità».
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