Il Tirreno

Prato

L'arresto diventa un giallo

I tubi nel campo di via Udine
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I tubi nel campo di via Udine

Nomadi accusati di rubare tubi. Loro: «Ce l'ha chiesto il Comune»

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MONTEMURLO. I carabinieri li hanno arrestati in flagranza per furto, loro invece sostengono di essere stati incaricati addirittura dal Comune di rimuovere alcuni tubi di lamiera. Intanto il giudice ha convalidato l'arresto e sarà un altro giudice, a gennaio, a decidere se i tre nomadi finiti in manette lunedì pomeriggio in via Udine sono dei ladri oppure se si è trattato soltanto di un incredibile equivoco.

In manette sono finiti Ivano Degli Innocenti, 45 anni, residente in provincia di Lucca, Roby Casadio, 31 anni, nato a Carrara e residente a Montemurlo, e Mois Haldaras, 21 anni, originario di Prato e residente a Montemurlo.  I tre sono stati bloccati nel primo pomeriggio di lunedì in un campo di via Udine mentre stavano sezionando con un flessibile quattro grossi tubi di acciaio del diametro di due metri e lunghi cinque.  Secondo il proprietario, un italiano, il materiale vale circa 50.000 euro, ma dalla foto sembra una stima molto generosa.  A chiedere l'intervento dei carabinieri è stato un passante che ha notato i tre nomadi impegnati a tagliare i tubi e ha pensato che li stessero rubando. Quando la pattuglia è arrivata sul posto i tre nomadi sono caduti dalle nuvole. Hanno negato di essere lì per rubare e si sono giustificati dicendo che era stato un incaricato del comune, tale Luca, a commissionare loro il lavoro: dovevano rimuovere i tubi e smaltirli o rivenderli come ferro vecchio.  Da un primo accertamento è poi risultato che la disposizione data ai tre nomadi era stata contraddetta da un dirigente del Comune di Montemurlo, ma i tre sostengono che nessuno li ha avvertiti del contrordine. Insomma, un grande pasticcio.  L'unica cosa certa è che i tre nomadi sono stati arrestati con l'accusa di tentato furto in concorso e hanno passato una notte in cella. Ieri mattina, assistiti dagli avvocati Alessandro Oliva e Giacomo Giribaldi, sono comparsi davanti al giudice Signorini che ha convalidato l'arresto ma non ha disposto alcuna misura cautelare.  Se ne riparlerà a gennaio, quando forse l'equivoco, se tale è stato, potrà essere chiarito.

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