Sicurezza
La Provincia ridimensionata
Gestri: «Se queste sono le soluzioni del governo dei "cervelli"...»
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PRATO. Efficienza e risparmio sui costi della politica. Nel nome di questi due obiettivi il governo Monti chiede agli enti locali intermedi, nella fattispecie alle Province, di fare un passo indietro. Per ora non saranno abolite, ma fortemente ridimensionate a ruolo di «ente di coordimento delle attività dei Comuni». Si comincia dando una sforbiciata netta alle giunte e al numero dei consiglieri, che saranno eletti dai Comuni e ridotti a dieci. Nell'attesa di capirne di più, in queste ore sono cominciate a scricchiolare le poltrone degli assessori provinciali, le cui funzioni decadranno definitivamente il 30 novembre 2012, data in cui la legge entrerà in vigore. Spetterà poi alla Regione attraverso i decreti attuativi stabilire (entro il 30 aprile 2012) le modalità di elezione dei conglieri che a loro volta saranno chiamati a eleggere un presidente. Dunque, ci risiamo: nella manovra economica "salva Italia" torna lo scioglimento delle giunte provinciali, una tema che riaccende inevitabilmente il dibattito a palazzo Banci Buonamici tra maggioranza (di centrosinistra) e opposizione. Il presidente Lamberto Gestri, eletto a maggioranza con oltre il 50% dei voti, non ci sta: «Questo provvedimento è inaccettabile - dichiara - significa che si sta procedendo senza un disegno preciso sul sistema delle autonomie locali». La butta soprattutto sullo spreco di risorse: «Provocherà il blocco immediato dell'attività di programmazione sul territorio e degli interventi - dice - oltre a un aumento di costi per il trasferimento delle funzioni alla Regione e ai Comuni. Se queste sono le soluzioni studiate dal governo dei "cervelli" siamo messi male». Meno dura la presa di posizione del capogruppo provinciale del Pdl Cristina Attucci: «Del resto - dice - da tempo la Provincia è svuotata di tante funzioni, per cui o ci vengono ridate competenze e responsabilità oppure è bene riorganizzare responsabilmente il territorio. Ritengo importante prevedere un ente di coordinamento, nel nostro caso con funzioni di area vasta e che si occupi di programmazione del territorio dalla progettazione delle opere alla realizzazione stessa, ai fini di semplificare e rendere più efficiente la macchina amministrativa. E' l'elettorato stesso ad aver indicato l'orientamento da prendere dimostrando ormai di sentire più forte l'importanza delle elezioni regionali rispetto a quelle provinciali». Restano da chiarire le modalità di elezione dei consiglieri, cioè se saranno nominati tra quelli già eletti oppure no. Anche se toccherà alla Regione stabilirlo, qualsiasi indirizzo non potrà non tener conto delle decisioni dell'elettorato. Cosa che, per il coordinatore provinciale del Pdl Riccardo Mazzoni, su base provinciale avvanteggerebbe il centrodestra. «La nuova mole di competenze cui dovranno far fronte i Comuni dovrà necessariamente portare a una modifica delle norme che prevedono il dimezzamento delle giunte comunali a partire dalla prossima legislatura - sostiene - da noi potrebbe esserci un cambiamento politico non irrilevante, anche se oggettivamente in contrasto con la volontà espressa nel 2009: il nuovo consiglio provinciale, che sarà eletto dai consiglieri comunali, dovrebbe avere infatti una maggioranza di centrodestra, essendo quello di Prato il Comune più grande per territorio e per numero di abitanti oltre che di consiglieri». Barbara Burzi SERVIZI ALLE PAGINE 8 E 9
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