Sicurezza
Il mercato è un lago e gli ambulanti perdono la pazienza
Maria Lardara
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A destra i banchi in mezzo all’acqua a sinistra Luigi Vendittozzi2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Una volta gridavano per attirare clienti e invogliarli a comprare, ora gridano contro il Comune e invocano una passata di asfalto su quel piazzale pieno di buche e pozzanghere. I tempi sono cambiati? No, ma il punto è che quando il meteo fa i capricci piove sul bagnato per gli ambulanti del mercato settimanale del lunedì. Perché non riescono nemmeno a montare un banchino, costretti a indossare un paio di stivali inzuppati e a veri e propri slalom tra crateri colmi d'acqua. Ieri mattina alle 11 era tutta una musica così, finchè una trentina di ambulanti ha sbaraccato da quel mercato "sommerso" che impediva loro di lavorare. Il più arrabbiato, Luigi Vendittozzi, è uno degli storici ambulanti del mercato di Prato (dal 1963). «Sono anni che chiediamo la riasfaltatura e, più il tempo passa, più il manto stradale si usura. La situazione è destinata a peggiorare senza nessun intervento. Ovvero, rivoli d'acqua che scorrono sotto il banco: quando monto sul furgono con le scarpe impregnate d'acqua, rischio di sciupare i vestiti che dovrei venere. Quando piove siamo costretti ad andarcene da questa piazza a causa di una pessima manutenzione. Una rimessa e un peccato, anche perchè quei pochi pratesi che fanno capolino sul banco quando piove sono più attenti a comprare». Vendittozzi ha il dente avvelenato perché, pioggia o non piano, la Cosap (canone per l'occupazione del suolo pubblico) brucia sulle ossa rotte della categoria. «Molti colleghi non riescono a pagare la concessione del suolo pubblico e chi decide di affittare il posteggio non riesce nemmeno a recuperare i soldi. Guai poi a disertare se piove: se si saltano 13 mercati in un anno si rischia di perdere la concessione». Ma è a tanti ambulanti che non va più giù questo mercato del lunedì, uno dei più grandi della Toscana con i suoi quasi 500 banchi. Protesta Franco Chiuchiolo, che paga circa un migliaio di euro all'anno tra Cosap e Tia. «Così non si va avanti: ho intenzione di restituire la concessione di suolo pubblico al Comune. Venderla non conviene di certo quando l'offerta dei cinesi, gli unici a comprartela, si aggira intorno ai 3mila euro. Peccato che l'agenzia delle entrate ti valuti in termini fiscali il posteggio per 15mila euro. La verità - continua Chiuchiolo - è che ad ammazzarci sono i mercatini della domenica. La gente è sempre la stessa con pochi soldi in giro: se viene al mercato una volta non ci torna certo il giorno dopo».
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