Gioco
Serraglio: siringhe sporche, degrado, furti e vandalismo
Barbara Burzi
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PRATO.Sosta gratuita fino a Natale. Ancora una volta, l'amministrazione comunale ritenta la carta del parcheggio del Serraglio per invogliare i cittadini a fare shopping in centro. Nonostante sia a ridosso dell'Università e a pochi passi dalle vetrine dei negozi cittadini, lo spazio è sempre stato poco utilizzato rispetto alle sue potenzialità. La sinergia posizione-costi (oltre al collegamento con la stazione ferroviaria) non ha funzionato e il Comune dovrebbe chiedersi perché prima di ricorrere a iniziative che rischiano di tramutarsi in giganteschi flop: gratis o no, il Serraglio ai pratesi non piace. Il motivo? Basta affacciarsi per accorgersi che le siringhe usate superano quasi il numero delle auto parcheggiate. Siringhe dappertutto. Si vedono galleggiare nelle pozze d'acqua oppure a penzoloni sul bordo dei parapetti della terrazza del parcheggio fatto apposta per i motorini degli universitari, tra le auto parcheggiate al piano interrato e per le scale: sono ovunque. I tossicodipendenti che scelgono il Serraglio come meta preferita per bucarsi ci sono a qualsiasi ora, che ci sia la luce o il buio non fa differenza per loro. Una negoziante del centro che entra ed esce dal parcheggio quattro volte al giorno, indica col dito il pavimento: «Questa siringa usata è qui da ieri col rischio che un bambino o chiunque altro ci metta un piede - racconta - l'ho vista perché era proprio sotto la mia auto e temevo che il cane scendendo si avvicinasse col muso». «Servono più interventi». Alcune sono ancora sporche di sangue, ma l'addetto di Asm incaricato di bonificare l'area non è passato a ritirarle. «E' un problema storico - ammette Massimo Ginanni, dipendente della società di gestione Essegiemme - c'è un operatore della società di raccolta rifiuti che ha il compito specifico di spazzare via le siringhe dietro nostra segnalazione, ma è un continuo trovarne. L'unico modo per migliorare la situazione è prevedere degli interventi periodici». Sale la percezione d'insicurezza. «Di giorno c'è poca gente, dopo le otto di sera quando vengo a riprendere l'auto quasi nessuno», racconta un'altra negoziante. «Anche per questo d'inverno non mi piace parcheggiare qui - ammette - una volta ho assistito a una lite tra due donne di colore che si stavano prendendo a botte, volavano schiaffi e vetri di bottiglia». Altro problema sono i vandali, che agiscono per lo più di giorno. La loro impronta campeggia sui muri imbrattati di scritte e più in generale su tutta la struttura. «Non potete immaginare quanti estintori hanno svuotato», dice l'operatore Essegiemme. Regno di incuria e degrado. C'è anche un'auto abbandonata. Una vecchia Seat Ibiza con sopra tre dita di polvere che giace al piano seminterrato. Prima che qualcuno si decida a rimuoverla, proprietà e società di gestione dovranno mettersi d'accordo su a chi toccherà farlo. All'esterno la situazione non appare migliore: in alcuni tratti della scalinata che porta ai piani la puzza di urina diventa così insopportabile da inibire la discesa nonostante la passata di spazzolone dell'addetto alle pulizie (viene data tutte le mattine). «Manca completamente la manutenzione ordinaria - fa notare una cittadina - il pavimento della piazza sta andando in malora con il rischio che prima o poi qualcuno si faccia del male cadendo di sotto attraverso le grate».
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