Il Tirreno

Prato

Pecci: da Shanghai a Porto Alegre

Riccardo Tempestini
Il Centro d’arte contemporanea Pecci
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Il Centro d’arte contemporanea Pecci

I progetti internazionali 2012. Intanto il 10 parte una personale di De Maria

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 PRATO. Il cda del Pecci ha confermato la fiducia all'attuale management prolungando i contratti di Marco Bazzini come direttore artistico e di Elisabetta Di Mundo direttore amministrativo. «Vogliamo così riaffermare le politiche culturali perseguite fino ad oggi per dare continuità, ma anche la stabilità necessaria alla preparazione del nuovo museo». Parola di Valdemaro Beccaglia.  Fu il presidente del museo, nel 2007, a scegliere Bazzini e Di Mundo per gli incarichi.  Bazzini, il presidente Beccaglia ha annunciato un 2012 ricco di impegni internazionali. Ma anche quest'anno si chiuderà con un eveno.  «Il 10 dicembre inaugureremo la più grande mostra dedicata all'arte di Nicola De Maria, un pittore che nei suoi quadri trasmette gioia, felicità, poesia. E' una delle cinque mostre del progetto "Transavanguardia italiana" promosso da Achille Bonito Oliva per il 150º dell'Unità d'Italia».  Gli impegni internazionali hanno qualcosa a che fare con i suoi recenti viaggi?  «Per la terza volta in meno di cinque anni il Centro Pecci partecipa ad un appuntamento ufficiale a Shanghai. Questa volta il museo è stato invitato a HS Contemporary, la più importante fiera d'arte contemporanea in Asia. E grazie a queste relazioni riusciremo a portare il prossimo anno, primi in Europa, un progetto espositivo coprodotto con un museo di Shanghai che certamente darà lustro alla città e alla Toscana. Si tratta della prima mostra critico-storica sulla video arte cinese con oltre quaranta video, dal primo realizzato nel 1988 all'ultima produzione di Yang Fudong, uno dei grandi protagonisti del nostro presente. Appuntamento al 24 marzo 2012».  Questo per quanto riguarda le attività in sede, non avrete mica rinunciato al vostro ruolo di ambasciatori della creatività italiana?  «Certamente no. Andremo in Brasile, l'altro grande paese della crescita, con una nuova edizione di "Italian Genius Now". In questa mostra di arte e design c'è molta Toscana. Inaugureremo la prima tappa il 22 maggio presso il Santander Cultural di Porto Alegre con una mostra finanziata dalla Banca Santander».  Le attuali mostre su Superstudio e Mariotti confermano la vocazione territoriale del Pecci come museo regionale, confortato anche dai 450 mila euro l'anno della Regione. Un segnale di fiducia in un periodo così poco favorevole alla cultura».  «Speriamo per quest'anno che Comune e Regione confermino il loro impegno. Rispetto agli altri musei italiani il nostro budget è comunque assai inferiore. Con Di Mundo cerchiamo di tenere il massimo controllo della spesa, ricerchiamo sponsorizzazioni sui singoli progetti, ma è un momento in cui non si possono fare miracoli».  Il 2011, nonostante le incertezze, è un'annata eccezionale. Perché la linea culturale del museo ha avuto così tanto successo?  «È il frutto di un lavoro svolto con tenacia e in armonia. Ma non credo sia questione della singola mostra quanto nell'aver scommesso su una precisa linea identitaria che sappia parlare, interessare e raccogliere più pubblici. Non è un caso che andiamo ripetendo: "Il Centro Pecci, il museo di tutti"».

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