Il Tirreno

Prato

La casa in tempo di crisi

Valentina Ceccatelli
Un letto del futuro e Mazzanti (Cna)
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Un letto del futuro e Mazzanti (Cna)

Un nuovo modo d'abitare: ecosostenibilità e design

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 PRATO. La mostra La Casa del terzo millennio, aperta da ieri al 18 dicembre all'Urban Center di Palazzo Pacchiani in via Mazzini a ingresso libero porta, nelle parole dell'assessore all'innovazione del Comune Annalisa Nocentini, idee da Prato e non per Prato: probabilmente il sentiero giusto da seguire per cercare di uscire dalla crisi. Le 25 opere di design esposte rispondono al bisogno di ecosostenibilità e al nuovo modo di intendere il consumismo che scaturirà da questo periodo di crisi economica, e sono il risultato dell'unione di idee e dell'abilità artigiana delle piccole e medie imprese toscane. La disposizione, curata dall'architetto e designer Gilberto Coretti, riprende l'idea della casa del futuro che, nella visione della mostra, sarà molto più vicina a un loft che alla casa tradizionale; gli ambienti sono decorati dai graffiti del gruppo Bunker 108, e anche la musica è stata commissionata per l'occasione. Non solo arredamento: «Entrando nel palazzo la prima cosa che si vede sono chitarre realizzate dal maestro liutaio Paoletti di Montemurlo, alcune richieste da Bruce Springsteen - spiega Fabio Mazzanti, direttore Cna pratese - questo significa che, sotto alle notizie sulla crisi, comunque esistente, ci sono anche aziende che producono altissima qualità e che continuano a lavorare, ed è questa la strada da seguire con questa esposizione». I designer che hanno partecipato al progetto sono 100, di cui 25 sono i progetti selezionati, realizzati da imprese di 5 province toscane che, oltre all'effettiva costruzione, hanno apportato creatività e funzionalità: «La grande impresa è produzione seriale, non ha creatività - spiega Coretti - mentre nella piccola impresa abilità e arte si incontrano più facilmente. L'idea è quella di rendere attiva e permanente la collaborazione fra imprese artigiane e designer, creando un laboratorio permanente che unisca idee e mondo del lavoro», tutto questo con base a Prato. Idea che riprende anche il presidente di Cna Prato Anselmo Potenza: «La Cna vuole smettere di parlare di crisi e iniziare a seguire progetti che ci portino fuori da questa situazione, e la Casa del terzo millennio merita questa definizione. Prato vince se lega la cultura all'impresa, e quelli esposti qui sono prototipi che diventeranno oggetti d'arredamento e saranno prodotti dalle nostre aziende: puntiamo a realizzare un brand tramite il laboratorio permanente che dovrà nascere e, soprattutto, puntiamo a fare industria chiedendo alle istituzioni di aiutarci a creare il giusto contesto». Istituzioni che raccolgono la sfida: «In Toscana riusciamo a fondere bellezza, genio, ingegno e qualità - dice Nocentini - ed è una strada per arrivare al lavoro». «Prato rinnova la sua vocazione alla globalità - aggiunge l'assessore provinciale alle infrastrutture Ivano Menchetti - ed è importante che la base di questa mostra resti qui» anche se, spiega Valter Tamburini, presidente regionale di Cna, presto arriveranno delegazioni russe, brasiliane ed europee a studiare i prototipi per una futura realizzazione anche all'estero. "E' un'iniziativa che lavora sui bisogni della società futura -. Conclude il vicepresidente di Cna nazionale Luciano Zambelli - e Cna deve portare avanti operazioni come queste, facendo rete col territorio e con l'intera Europa».

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