Attenzione
Riscaldamenti accesi meno ore e più bassi
L'ordinanza del Comune. Borchi: «Per prevenire l'inquinamento atmosferico»
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PRATO. Riscaldamento più basso e per meno ore al giorno. Non è un misura per riparmiare sulla bolletta del gas, ma per prevenire lo smog. La decisione è stata presa dal vicesindaco con delega all'Ambiente Goffredo Borchi che in un'ordinanza ha stabilito che le ore di accensione delle caldaie, nell'arco della giornata, debbano scendere da 12 a 10 e con una temperatura di 19 gradi invece di 20. Naturalmente con l'esclusione di ospedali, cliniche e case di cura. «E' necessaria - ha commentato il vicesindaco - la collaborazione dei cittadini per far sì che si riesca a ottenere il risultato prefissato che è quello di ridurre l'inquinamento atmosferico della città». La parola d'ordine è prevenire. Prato da inizio anno è stata inserita dalla Regione tra le città virtuose, dal punto di vista dello smog, cioè quelle che non hanno l'obbligo di prendere provvedimenti "duri" - lo stop delle auto per esempio - dopo tre sforamenti consecutivi. Prato può arrivare a superare il limite delle Pm10, le polveri sottili, 35 volte in un anno. Ma siamo già a 33 totali «e nella zona di via Ferrucci - spiega Borchi - la centralina di rilevazione ha superato i limiti 40 volte. Mentre in quella di via Roma - aggiunge - gli sforamenti sono stati 31». Quindi è il momento di prendere provvedimenti. «E siccome l'inquinamento atmosferico provocato dal riscaldamento è il 60% del totale - aggiunge il vicesindaco - credo che incentivare comportamenti giudiziosi sia necessario». Nulla a che vedere con quello che sta accadendo a Firenze - non tra le città a basso livello di smog - nella quale da ieri e per tre giorni sono scattati i divieti di circolazioni per i mezzi più inquinanti su tutto il territorio comunale. Le polveri sottili, nel capoluogo, hanno superato i limiti per tre giorni consecutivi.
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