Il Tirreno

Prato

Quattro profughi curano i giardini e fanno gli elettricisti

Alessandra Agrati
Un profugo del Mali alle prese col giardinaggio
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Un profugo del Mali alle prese col giardinaggio

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 VAIANO. Integrazione e dignità; quattro dei tredici profughi ospiti della parrocchia di Sofignano sono stati inseriti nel progetto formazione integrata sul campo, che prevede la collaborazione con i dipendenti comunali in attività di giardinaggio e cura degli spazi verdi. «Non si tratta di un lavoro vero e proprio - spiega il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi - ma di un tirocinio».  Ovvero: «Di una formula leggera - continua Marchi - che permette a questi ragazzi di impegnarsi in qualcosa di utile». Il progetto è iniziato da un paio di settimane e la collaborazione tra profughi e operai del Comune è risultata fin da subito ben riuscita.  «I nostri operai sono dei veri e propri tutor - spiega l'assessore al territorio Cinzia Pulidori - anzi, hanno adottato queste persone che si sono sentite fin da subito valorizzate e coinvolte». Non solo giardinaggio, ma anche lavori di affiancamento agli elettricisti: un profugo, infatti, ha montato il nuovo impianto video nella sala giunta. Il progetto, approvato dalla giunta con delibera, ha una copertura assicurativa in modo da salvaguardare i giovani aiutanti che sono stati dotati di scarpe antinfortunistica, guanti e giubbotto catarifrangente. L'esperienza è sicuramente indice del buon clima di accoglienza che i vaianesi hanno riservato fin da subito a queste persone originarie del Mali, fuggite dalla guerra in Libia. «Dopo la prima fase, improntata all'accoglienza - ha sottolineato don Carlo Bergamaschi parroco di Vaiano - adesso siamo al passo successivo, quello del coinvolgimento nella comunità dove sono inseriti. E in un periodo di crisi come questo l'impiego di queste persone a servizio del bene comune testimonia cosa significhi impegnarsi a non essere un peso ma una risorsa».  Per adesso i profughi impegnati in lavori sono solo quattro: «Cioè quelli più avanti nel percorso d'integrazione, che hanno già un po' di dimestichezza con la lingua - spiega Nicoletta Ulivi responsabile Santa Rita dell'accoglienza profughi - speriamo di poter inserire nel progetto anche gli altri». Vista la buona risposta avuta in queste prime due settimane di lavoro, l'idea è di allargare le possibilità di mansione chiedendo anche alla cooperativa Anfora, che a Vaiano cura la spazzatura delle strade, la possibilità di impiegare qualcuno di questi ragazzi nelle loro attività. «Comunque gli altri non sono inattivi - precisa Ulivi - per loro ci sono corsi di italiano, laboratori e attività sportive». Più preoccupato, invece, il presidente del Santa Rita, che cura l'assistenza quotidiana: «Sicuramente ci dovremo far carico dei richiedenti asilo per tutto il 2012 la convenzione è stata prorogata fino a giugno ma penso che arriverà alla fine del prossimo anno. Ma sarebbe opportuno che il governo pensasse a misure straordinarie per far stare queste persone sul territorio visto che difficilmente potranno avere lo status di rifugiati».

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