La manifestazione
Oggi festa di Natale della Lega italiana per la lotta ai tumori che ha 5mila soci e una struttura clinica di primo livello
La Lilt: un coordinamento oncologico
Riccardo Tempestini
◗
Sopra Oncologia In alto Nardi Nardi: «Occorre creare una rete territoriale che raccolga tutte le risorse»
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Oggi la sezione provinciale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, ha organizzato la consueta festa di Natale per raccogliere fondi. L'invito a tutta la cittadinanza è per le 19,30 nella sede di via Catani 26/3. «Abbiamo pensato - spiega il presidente Maurizio Nardi - che nessun regalo potesse essere più apprezzato che un dono, perché la prevenzione preservi quanto più è possibile la propria esistenza e quella dei propri cari. È chiaro che questo diventa anche un ulteriore incentivo per noi e la nostra struttura a far sì che il servizio che viene offerto sia al livello più alto di diligenza e attenzione». Qual è la situazione attuale della Lilt a Prato? «La Lilt di Prato vanta quasi 5.000 soci, in costante ascesa, una struttura clinica diagnostica di primo livello e, tra breve, una piccola ma efficiente saletta chirurgica. In un periodo di crisi economica quale quello che stiamo attraversando, consci del monito che abbiamo appena indicato, abbiamo ritenuto opportuno ridurre la quota associativa che oggi non è più di 25 euro annuali ma di soli 20 euro». E del sistema oncologico pratese, che ne pensa?». «Prato vanta un sistema oncologico complessivo di primo livello, accanto ed insieme all'Asl operano realtà come la Lilt e il Centro Pitigliani nonché altre associazioni nazionali e toscane di indubitabile livello. Purtroppo dobbiamo constatare un'assenza di coordinamento nel settore oncologico. L'oncologia si confronta su più aspetti: la ricerca, la prevenzione e la cura unita all'assistenza del malato,ma sono sicuro che pochi cittadini possono individuare quali tra le realtà associative sopra menzionate svolgono la ricerca, quali la prevenzione, quali l'assistenza al malato. Quello che spererei per il futuro è che venga creata una realtà oncologica territoriale dove tutte le risorse destinate all'oncologia vengano distribuite secondo le necessità e le specifiche competenze. Le associazioni di volontariato svolgono un compito fondamentale per la nostra società perché raccolgono risorse e servizi che il sistema pubblico e privato non è in grado di apportare. I venti euro che vengono dati ad un ente come la Lilt diventano immediatamente un servizio, facendo sì che il servizio sanitario nazionale possa ridurre i costi e dedicarsi alla predisposizione dei servizi più complessi». E quindi quali sono gli obbiettivi della Lilt? «Vorremmo evitare una sovrapposizione ed, invece, indicare esattamente i compiti di ogni singola realtà, così si avrebbe una maggiore razionalizzazione delle ingenti risorse messe a disposizione dai privati e un maggior beneficio per gli stessi utenti. La lotta che sto portando avanti è quella volta a veder riconosciuta alla Lilt, come riterrei necessario anche alle altre Onlus che operano in materia oncologica, uno status diverso da quello degli istituti privati. Noi per certi aspetti siamo qualcosa di meno di un istituto privato, per altri molto di più, in quanto vantiamo, anche attraverso il nostro volontariato un rapporto diretto con la comunità. Enti terzi ci riconoscano questa funzione e sarebbero pronti a beneficiarne, ma noi pur apprezzando il lavoro svolto da tali istituzioni, riteniamo che un adeguato servizio non possa trascendere da un diretto contatto con l'attore principale del sistema sanitario: l'Unità sanitaria locale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
