Sicurezza
LINTERVENTO
Dal libro sulla Silvaianese tanti spunti di riflessione
Giuseppe Gregori
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E' uscito, a Prato, nei giorni scorsi, per i tipi di Pentalinea, con la sponsorizzazione dell'Associazione "Per il Lavoro e la Democrazia", un libro scritto da Luisa Ciardi, intitolato: "La Silvaianese. Un'azienda a misura di famiglia e di territorio (1945-1989)". E' disponibile nelle librerie cittadine. Nel volume si racconta la storia di una azienda tessile della Val di Bisenzio, costituitasi sulle ceneri del "Lanificio di Vaiano" nel secondo dopoguerra, protagonista di alcuni lustri di espansione e sviluppo, fallita alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, sotto la spinta della crisi del cardato. I lavoratori della Silvaianese e i sindacalisti del settore tessile sanno benissimo che l'azienda stessa fu anche un esempio particolare di relazioni industriali, basate su una sorta di paternalismo all'inglese, che permisero di creare una specie di famiglia allargata, dove si trovava il modo, spesso informale, di risolvere i problemi di ciascun operaio, assumendo i suoi familiari, aiutandolo nell'acquisto della casa, sostenendolo nei casi di disgrazie o malattie, con la mutua interna. Di conseguenza, la conflittualità era ridotta al minimo. Luisa Ciardi, erede di uno dei fondatori della ditta, ha condotto la ricerca con grande acume, mettendo costantemente a confronto le varie situazioni del territorio e del panorama nazionale, usando fonti a stampa e d'archivio mescolate con abbondanti testimonianze. Ne esce un quadro esauriente e stimolante, che aiuta a capire la particolare cultura del lavoro del territorio e che stimola a riflettere sulle possibilità future che il distretto tessile pratese conserva. Tra le tante, una lezione appare evidente: in economia non si è mai arrivati, ma bisogna sempre guardare avanti.
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