Il Tirreno

Prato

Stop allo sviluppo urbanistico

Maria Lardara
Le tavole del Piano esposte all’Urban center
◗
Le tavole del Piano esposte all’Urban center

Il tavolo di partecipazione vuole i numeri degli alloggi sfitti in città

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Hanno "partecipato". Nel loro piccolo hanno fatto sentire la loro voce. Si sono spulciati tavole e documenti del nuovo piano strutturale."Chiusi" in una stanza dell'Urban Center (in via Mazzini), ritrovandosi ogni lunedì sera per due mesi. Sono stati i primi a vivere l'esperienza di un tavolo di partecipazione secondo le possibilità date dall'ultimo regolamento comunale in materia.  Un centinaio di pratesi iscritti, tra i quali esponenti dell'universo comitati o del mondo delle associazioni, architetti (fra loro David Fanfani, Marco Mattei, Paolo Paoletti e Alfio Pratesi) e comuni cittadini, a loro volta suddivisi in tre sotto-tavoli. Dieci assemblee da fine agosto ai primi di novembre per buttare giù una proposta sulle aree verdi nel nuovo piano strutturale. Per produrre cosa? Un documento di quattro pagine che suona come una levata di scudi contro il piano strutturale che entro l'anno dovrebbe approdare in consiglio comunale. Non va giù, soprattutto, il ricorso alla perequazione che trasferisce i diritti edificatori dalle aree dense già demograficamente agli spazi liberi.  «Il quadro conoscitivo di questo piano strutturale si basa su un'indagine socio-demografica del 2000-2004, ma non si hanno indicazioni sulle volumetrie dismesse e potenzialmente riutilizzabili», osserva Roberto Dei, referente del tavolo sulle aree verdi. Tradotto: quanti sono gli edifici sfitti a Prato prima d'ipotizzare di costruirne altri?  «Abbiamo chiesto agli uffici comunali questi dati ma non ci sono stati forniti: speriamo che dalle statistiche del censimento possano venire fuori», sottolineano Paola Bocci e Adriana Pagliai, anche loro membri del tavolo appena sciolto.  Che ha preso in esame anche il capitolo centro storico. Il gruppo in questo caso è stato più propositivo, spingendosi a suggerire la creazione di un "Parco delle mura urbane" che rivaluti il costruito intorno alle mura (vedi ex Campolmi), trasferendo i residui capannoni per lasciare posto a spazi verdi. Un terzo "sotto-tavolo" ha puntato infine una lente d'ingrandimento sui territori agricoli a partire dalle criticità ambientali. «Chiediamo che il nuovo Ps non sia solo occasione per riproporre il meccanismo fallimentare della rendita immobiliare di pochi», dicono i membri del tavolo.  Parallelamente al tavolo sulle aree verdi è andato avanti il percorso di partecipazione cittadina sul piano strutturale, quello "ufficiale" previsto per legge. «Si sono create sovrapposizioni. L'esperienza del nostro tavolo c'insegna come la partecipazione così fatta non funziona», lamenta Adriana Pagliai. I componenti del tavolo hanno lamentato l'assenza dell'assessore competente Gianni Cenni ai loro incontri. «È stato invitato due volte ma non si è mai presentato. Intanto sugli esiti del nostro tavolo e sul tema aree verdi del piano strutturale - conclude Dei - chiediamo che si svolga consiglio comunale aperto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa