Sicurezza
Cenni a sorpresa allassemblea della circoscrizione Sud che aveva fatto a pezzi lipotesi del viadotto
Soccorso, la priorità diventa il tunnel
Carlandrea Poli
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Nelle foto due momenti dellassemblea sulla Declassata alla Circoscrizione Sud Il sindaco annuncia: «Ho incaricato i tecnici di preparare il progetto»
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PRATO. Doveva essere un semplice ritardo. Invece, alla riunione sulla declassata convocata alla Circoscrizione Sud, il sindaco Roberto Cenni fa un'irruzione degna del miglior colpo di teatro. A mezzanotte, all'ennesima assemblea pubblica animata sotto l'impulso del Comitato del Soccorso, il sindaco confessa la svolta sul progetto. «Ho dato incarico ai tecnici del Comune - annuncia - per disegnare un possibile sottopassaggio. Ho detto loro di considerarlo come l'unico progetto possibile. Con questo spirito lo presenteremo ad aprile al Cipe». Ovviamente per il sindaco non è proponibile cestinare il progetto del viadotto, approvato dal consiglio comunale lo scorso agosto. Ma fra mille prudenze, il sottopassaggio verrà portato al tavolo della Via, che si occuperà di dare una valutazione sull'impatto ambientale, con dignità pari rispetto al viadotto, se non maggiore dal momento che è la soluzione preferita da Cenni. Nonché dagli stessi cittadini. Di ciò è pienamente conscio il sindaco e cerca adesso di risolvere il lungo braccio di ferro sul raddoppio della declassata mettendosi a capo del fronte favorevole all'interramento. Capire come sia arrivato a questa apertura ci riporta a ciò che è stata la riunione fino al fatale arrivo del sindaco. La relazione del presidente del comitato per l'interramento, Filippo Bonanni si era guadagnata ancora una volta uno scrosciante applauso dai cittadini. Nessun tono polemico o di contrapposizione frontale all'amministrazione di centrodestra, nessuna concessione partigiana all'opposizione del Partito Democratico, ma la solita elencazione dei motivi per cui il viadotto porta degrado, impoverimento del quartiere e uno scioccante danno estetico. «Vista l'altezza (12 metri, ndr) che raggiungerà il ponte non è da escludersi che un'auto sbandando esca di strada e finisca in casa di qualcuno», è stata l'unica punta polemica del suo discorso. Ad infierire ci ha pensato il presidente dell'ordine degli architetti Luigi Scrima. «Il viadotto nel lessico degli urbanisti ha un solo nome possibile: un non luogo. Non si presta ad alcuna funzione - ha spiegato, liquidando la condotta della giunta Cenni -. Esiste un problema culturale se si pensa di fare un'opera brutta al Soccorso, perché tanto il quartiere è già esteticamente sgradevole». Il collegamento è alla relazione tecnica che ha giustificato proprio in questi termini la delibera del progetto della sopraelevazione. Se ciò è miope, fa il paio con il calcolo cinico secondo il quale tanto vale fare il viadotto per poter dire in campagna elettorale di aver sanato la strozzatura del traffico: «Una simile argomentazione si potrebbe ritorcere contro». In una riflessione più meditata Scrima smonta anche la tesi dell'irrealizzabilità del sottopassaggio a causa del "no" reiterato del dirigente Lorenzo Frasconi e della poderosa portata d'acqua che si annida sotto la declassata. «Anche per via Paronese era contrario, ma si ricredette - spiega Scrima fuori dalla riunione di lunedì sera -. Come si può credere, inoltre, che non sia possibile spostare una fognatura quando a Roma stanno per interrare un chilometro del Lungotevere?».
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