Finanza
La Procura chiede il rinvio a giudizio dellalto ufficiale dopo il racconto della moglie e delle tre ragazze
Figlie narcotizzate e violentate
Paolo Nencioni
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Limputato dovrebbe comparire oggi davanti al gup per rispondere di violenza e maltrattamenti La terribile accusa a un tenente colonnello indagato per gli abusi
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PRATO. Prima narcotizzava le figlie, poi abusava di loro. Questa la terribile accusa mossa dalla Procura a un tenente colonnello che oggi dovrebbe comparire davanti al giudice dell'udienza preliminare Anna Liguori per rispondere di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della moglie e delle tre figlie, minorenni all'epoca dei fatti contestati. Se risulterà vero quanto hanno dichiarato in più occasioni l'ex moglie e le figlie (due ora hanno intorno ai 20 anni, la terza adolescente), dietro alla facciata di una famiglia come tante altre si nascondeva un inferno cui si stenta a credere. Ma le tre figlie e la moglie del tenente colonnello (di cui omettiamo il corpo di appartenenza per non rendere identificabili i familiari) sono state ritenute credibili dalla psicologa Alessandra Gambineri, il perito nominato dal giudice che ha ascoltato i racconti delle quattro donne in differenti occasioni. E la sua relazione ora pesa come un macigno sul procedimento penale in corso. Le presunte violenze sono venute alla luce quando la moglie del militare ha chiesto la separazione dal marito, all'inizio del 2009. Il tenente colonnello, difeso da Cecilia Turco e originario del Sud, non ha mai avuto ruoli di comando a Prato, ma ha vissuto per più di 20 anni in città insieme alla famiglia (tutte e tre le figlie sono nate a Prato), prima di essere trasferito in un'altra regione proprio a causa del procedimento penale che lo riguarda e che è stato affidato al sostituto procuratore Benedetta Foti. La moglie, assistita dall'avvocato Massimo Taiti, ha raccontato agli uomini della squadra mobile della polizia di essere stata oggetto per lungo tempo di violenze fisiche e psichiche. Secondo la sua versione il marito avrebbe creato un clima di terrore per ottenere la completa soggezione delle donne di casa. Ma questa accusa (maltrattamenti in famiglia) è solo la più lieve. La moglie sostiene di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali col marito contro la sua volontà. E quando faceva resistenza, l'uomo le avrebbe preso il bancomat e il denaro contante, restituendoli solo quando la moglie veniva a più miti consigli. Il capitolo dedicato alle figlie è se possibile ancora più truce. Tutte e tre hanno dichiarato di aver subìto violenze dal padre, la secondogenita da quando aveva appena 5 anni, le altre due all'età di nove-dieci anni. In un paio di occasioni, e questo è il particolare più sconcertante, il padre le avrebbe narcotizzate per vincere meglio la loro resistenza prima di un rapporto sessuale completo. In altre occasioni le avrebbe picchiate e insultate alla presenza della madre, quest'ultima minacciata anche con un coltello. Come spesso accade in casi simili, non ci sono testimoni diretti delle presunte violenze e tutto si gioca sulla credibilità dei racconti di ex moglie e figlie, e dell'accusato. Un compito non facile per il gup Liguori chiamato a decidere sull'eventuale rinvio a giudizio.
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