Il Tirreno

Prato

Stangata sulla mafia cinese

Paolo Nencioni
Il corpo di Chen Minhui
◗
Il corpo di Chen Minhui

L'accusa chiede due secoli di carcere per i 16 imputati

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il pubblico ministero Tommaso Coletta ha chiesto pene per quasi due secoli di carcere nei confronti dei sedici imputati nel processo in corso a Firenze contro la cosiddetta "mafia cinese" di Prato. Si tratta del procedimento nato dalle indagini sul duplice omicidio che il 17 giugno dell'anno scorso costò la vita a Chen Minhui e Chen Hao Liang, i due giovanissimi orientali massacrati a colpi di machete in via Strozzi.  Dietro a quell'omicidio, sostiene la Direzione distrettuale antimafia, c'era una guerra tra bande per il controllo del territorio (o meglio, della comunità cinese) e le indagini di polizia e carabinieri fecero emergere una lunga serie di estorsioni, pestaggi, episodi di usura e sequestri di persona. Tanto che nei confronti dei 23 indagati è stata formulata l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, quasi mai usata a Prato nonostante da tempo si parli diffusamente di mafia cinese, e mai scritta in una sentenza definitiva.  Ora invece potrebbe accadere, se il giudice dell'udienza preliminare Paola Belsito, che è chiamata a chiudere il processo con rito abbreviato, accoglierà la tesi della Procura distrettuale antimafia.  In questi giorni è in corso la discussione da parte dei numerosi avvocati difensori, tra cui Gabriele Terranova e Giuseppe Bonfante. Per la sentenza invece bisognerà aspettare almeno il mese di gennaio.  Quanto alle richieste di condanna fatte nei giorni scorsi dal pubblico ministero Tommaso Coletta, le pene più pesanti sono state proposte per Li Hong Geng detto Agen (18 anni e 4 mesi), ritenuto uno dei due padrini della mafia sino-pratese insieme a Wei Dejun (che si è ammalato e verrà processato a parte). Stessa richiesta per Xie Gaohui, uno dei presunti "picciotti", mentre una condanna solo di poco inferiore (18 anni) è stata chiesta per Chen Yong, ritenuto uno degli esecutori materiali del duplice omicidio di via Strozzi, Huang Zhenqiang, specalizzato in rapine ed estorsioni, e Qian Ruo Fen, l'unica donna del gruppo, delegata a gestire usura e recupero crediti. Condanne minori, ma comunque pesanti, sono state chieste per gli altri imputati: 8 anni per Ding Dongdong, 12 anni per Dong Deqiang, 8 anni per Don Xhe Zhang, 6 anni per Gao Zhiming, 8 anni per Guan Cangsong, 14 anni per Lia Qihang, 6 anni e otto mesi per Lin Xiao Ping, 8 anni per Rao Dacheng, 14 anni per Wu Xiao Ming, 14 anni per Zhang Meiqian, 6 anni per Zhang Fan.  In totale, come detto, 193 anni di reclusione, quasi due secoli. Quattro degli originari 23 indagati sono ancora latitanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa