Il Tirreno

Prato

L’Unione industriale torna sul tema del difficile accesso al credito da parte delle imprese

«Tassi sempre più elevati»

Marini e Cangioli, presidente e vicepresidente degli industriali
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Marini e Cangioli, presidente e vicepresidente degli industriali

In aumento le richieste di finanziamenti a medio-lungo termine

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 PRATO. Molte conferme rispetto al recente passato, qualche facile previsione che si avvera ma anche alcune sorprese: questo è quanto emerge dall'ultima edizione del periodico sondaggio che l'Unione Industriale Pratese effettua sul tema del credito.  Il dato saliente è quello, facilmente prevedibile dato il contesto finanziario internazionale, dell'innalzamento dei tassi di interesse: un aspetto, questo, su cui l'Unione aveva richiamato l'attenzione già all'inizio di ottobre (vedi comunicato).  «La quasi totalità delle imprese del campione, circa l'80%, registra un innalzamento dei tassi in misura anche notevole» spiega il vicepresidente dell'Unione Vincenzo Cangioli. «Si parla anche di ulteriori 2-3 punti percentuali, arrivando sempre più spesso a quel 7% di cui si aveva percezione già a inizio ottobre. Naturalmente comunque le situazioni sono molto diversificate anche in conseguenza delle caratteristiche dell'azienda e della gestione che questa fa della sua relazione con la banca: aziende adeguatamente capitalizzate e in grado di fornire indicazioni trasparenti su stato dei propri conti e strategie future sono meno penalizzate. Tuttavia il problema sussiste un po' per tutti e ci è chiaro che le stesse banche subiscono pesanti condizionamenti a causa di problemi di liquidità. Le banche infatti si trovano strette fra la crisi finanziaria globale e gli obblighi di patrimonializzazione che drenano una fetta consistente delle loro risorse finanziarie. Questo è quanto emerge anche dagli incontri che stiamo avendo con vari istituti bancari operanti a Prato».  Un altro punto dolente emerso dal sondaggio è la richiesta di nuove garanzie, che investe un terzo delle nuove linee di credito (erano il 10% nel sondaggio di giugno scorso, il 24% a settembre 2010), mentre un dato positivo e forse abbastanza inatteso è la tenuta delle richieste di finanziamenti per investimenti a medio/lungo termine: nel campione ben il 32% delle richieste di fido degli ultimi due mesi rientrano in questa tipologia.

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