Un tempo a Guzzano cera una pieve
mentre ora al suo posto cè un bosco
mentre ora al suo posto cè un bosco
I luoghi di culto nella storia dei montemurlesi
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MONTEMURLO. Una terra profondamente religiosa, punteggiata di oratori, pievi e cappelle. Diciotto per l'esattezza, delle quali, in alcuni casi, si sono perse le tracce. Ieri mattina, il rapporto tra i montemurlesi e i luoghi di culto e la riscoperta di quelli scomparsi, è stato al centro del convegno "Storia e fede del popolo di Montemurlo". Organizzato in occasione del restauro della Pieve di San Giovanni Decollato, il convegno ha fatto non solo il punto sui lavori svolti alla Pieve ma ha portato l'ennesimo approfondimento sui luoghi di culto frequentati dai montemurlesi. «La panoramica sui luoghi di culto sparsi per il terriotrio montemurlesi non poteva non considerare quelli scomparsi da tempo ma di cui, però, si possono trovare ancora delle tracce - spiega Giacomo Dardi, responsabile programmazione e assetto del territorio del Comune - in qualche modo visibile è ancora l'oratorio di San Concordio a Barzano, mentre dove una volta sorgeva la pieve di Santo Stefano, a Guzzano, adesso c'è un bosco. Rimane la pieve di Santa Lucia di Bagnolo - conclude Dardi - di quella non ci sono tracce ma siamo in molti a ritenere che potesse sorgere in corrispondenza dell'edicola di Santa Lucia, tra la villa del Barone e la Rocca».
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