Sicurezza
IMPIANTI
Chiuso Scarlino, stop al trasporto del Cdr
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PRATO. Qualche costo in più e un progetto di smaltimento che avrebbe invece soddisfatto tutti, rinviato a chissà quando. Sono questi gli effetti immediati, per Asm, della chiusura dell'inceneritore di Scarlino a Grossetto, la cui attività è stata bloccata lunedì scorso da una sentenza del Tar della Toscano. Cosa c'entra Prato? Asm da giugno dell'anno scorso aveva avviato il conferimento di un "pacchetto" sostanzioso di cdr che Scarlino utilizzava come combustibile per alimentare l'impianto. «Si trattava - spiega Sandro Gensini, direttore di Asm - di un accordo che si trovava ancora in fase sperimentale, ma interessante sotto due punti di vista: per dare continuità alla produzione di cdr da parte di Asm e sul fronte economico». Asm produce cdr - di mattonici composti dalla parte indifferenziata dei rifiuti e da smaltire che vengono utilizzati come combustibile - solo se c'è la convenienza A Scarlino questi tre elementi davano un totale positivo. «Tanto - aggiunge il direttore - che in progetto c'era di aumentare il quantitativo di materiale conferito». Fino a oggi venivano venduti all'inceneritore grossetano dalle 17 alle 34 tonnellate al giorno di cdr ma l'impianto Asm può arrivare a produrrne tra le 80 e le 100 tonnellate.
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