Il Tirreno

Prato

Agli Alcali, nel regno di nessuno

Il laghetto degli Alcali la notte rifugio di spacciatori e prostitute
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Il laghetto degli Alcali la notte rifugio di spacciatori e prostitute

Prostituzione, spaccio e degrado: sparito il progetto di riqualificazione

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 PRATO. Quello che doveva essere uno dei cavalli di battaglia del sindaco Roberto Cenni, sembra sia stato abbandonato. Altro che progetto di riqualificazione. La situazione di degrado intorno al laghetto degli Alcali è peggiorata. La prostituzione non è più l'unico problema con cui i residenti della zona devono fare i conti. Allo scattare dell'ora del coprifuoco, dopo le 20, via De Gasperi si trasforma in uno scenario da incubo con l'affacciarsi di spacciatori e delle prime gare tra automobilisti. Nonostante le lamentele, proteste e reclami dei cittadini sembrano essere caduti nel vuoto.  I giardini dello spaccio. Di giorno si riempiono di bambini, ma non appena comincia a far buio quelli che sono i giardini condominiali dei Lecci diventano ostaggio di spacciatori. «Si danno appuntamento qui e davanti agli occhi di tutti - racconta un residente - spartiscono le dosi per i clienti nascondendole sotto le fioriere, dietro gli alberi o dove gli capita». Tra le famiglie che risiedono negli appartamenti si è diffuso un clima di paura. «Nonostante abbia ormai 25 anni, tutte le volte che mio figlio esce di casa non posso fare a meno di affacciarmi alla finestra e seguirlo con gli occhi finché non entra in macchina» ammette uno dei residenti.  Condominio a luci rosse. Tra i condomini di via De Gasperi si fa sempre più forte il sospetto che alcune abitazioni siano ormai diventate case di appuntamenti. «C'è uno strano via vai di gente...» racconta un abitante del posto, che a vedere le prostitute passeggiare lungo la strada c'è ormai abituato.«Cominciano a lavorare già nelle prime ore del pomeriggio-spiega - non danno subito nell'occhio e possono essere facilmente scambiate per ragazze qualsiasi finché non si avvicinano tentando l'approccio».  Gare tra automobilisti. Le auto che sfrecciano a tutta velocità sono un copione che si ripete tutte le sere. «Più che le gare vengono a fare le prove di velocità - racconta un altro cittadino della zona - per arginare il fenomeno che rischia di diventare pericoloso per chi abita da queste parti, basterebbe mettere qualche dosso a distanza ravvicinata lungo la strada come abbiamo più volte fatto presente».  «Come ci spostiamo»? La domanda se la sono posta in tanti ai Lecci, ma nessuno ha ricevuto ancora risposta. Nonostante Vito Tucci, abitante della zona, sia andato più volte a bussare direttamente alla porta della Circoscrizione est. «Per agevolare chi si muove a piedi- fa presente l'uomo - avevamo chiesto di allungare la corsa del 78 fino a Gonfienti e una passerella per raggiungere facilmente Mezzana, più fornita di negozi per fare la spesa. Bisogna pensare che in questa zona abitano molti anziani, i quali non guidando l'auto non riescono nemmeno a spostarsi»  Gli Alcali, regno di nessuno. Proseguendo lungo via De Gaspari, prima di arrivare in via di Gonfienti, si arriva al laghetto degli Alcali. Un'oasi verde finita al centro di un progetto di recupero che non ha trovato sbocco nonostante la riqualificazione dell'area fosse tra punti del programma elettorale del sindaco Cenni.  L'unico autorizzato a metterci le mani, finora è stato il degrado. Nemmeno la recinzione metallica ha impedito che si continuassero a infrangere le regole. La rete è stata tagliata e all'interno si trova di tutto: fazzoletti sporchi, preservativi usati, plastica e rifiuti di ogni genere avvolti nella vegetazione incolta. Barbara Burzi

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