Il Tirreno

Prato

«Certezze per il Pecci»

Ri.Te.
Valdemaro Beccaglia
◗
Valdemaro Beccaglia

Valdemaro Beccaglia ne ha parlato con Rossi

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Sul numero di novembre del "Giornale dell'arte", in edicola in questi giorni, l'editore Alessandro Allemandi ha intervistato il presidente del Centro Pecci Valdemaro Beccaglia sul passato e sul futuro del museo pratese. Due pagine fitte di notizie e aneddoti sulla storia del Pecci, ribadendo che l'unico obbiettivo resta «la produzione di mostre personale e collettive con artisti fuori dai giochi di mercato, perché è inutile presentare artisti che si trovano in tutte le fiere e che nessuno ha voglia di vedere».  Riguardo alla collezione permanente con circa 2000 opere, il presidente conferma che il museo pratese possiede il primo importante nucleo dell'arte dell'ex Unione sovietica, alcune delle quali date in comodato o donate dallo stesso Beccaglia, «un collezionista che non ha mai venduto un'opera».  Sul "Pecci Due", il presidente conferma di aver scelto Milano, perché è la prima città europea nei settori moda, design e arte: «oggi la nostra vetrina milanese è un punto di riferimento non solo per Prato, ma soprattutto per la Toscana».  Riguardo ai budget finanziari, Beccaglia ricorda come «in questi anni si sia lavorato con risorse ridotte e grande creatività, ma che si può stare in emergenza per qualche anno, ma non troppo a lungo e così sto discutendo con il governatore Rossi perché consenta all'unico museo regionale di arte contemporanea di lavorare con maggior tranquillità».  Tra un anno e mezzo sarà pronto il nuovo Pecci e il presidente Beccaglia sottolinea come «sia il primo museo italiano a raddoppiare i propri spazi», un segnale di fiducia nell'arte e nella cultura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa