La manifestazione
I vigili del fuoco pensano al malfunzionamento del dispositivo dellimpianto della scuola
Allarme incendio al Rodari
Maria Lardara
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I vigili del fuoco escono dallarchivio, nelle altre foto, i ragazzi fuori dalla scuola Suona la sirena, evacuati i novecento studenti del liceo
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PRATO. L'orale di italiano se l'era preparato bene. Ed era anche sul punto di finirlo. Probabimente a Benedetta della I A del liceo Rodari quell'interrogazione resterà impressa. Ieri mattina la studentessa s'è interrotta quando ha visto il fumo dalle finestre. Insieme ai compagni si è precipitata giù dalle scale di emergenza. Più complicato è stato scendere per un ragazzo disabile. Chiamarle barriere architettoniche è il minimo: aiutato da compagni e professori, alla fine lo studente in carrozzina ha dovuto aspettare le squadre di vigili del fuoco per scendere lungo la rampa d'emergenza (è posta sul retro dell'istituto) e toccare così terra. Cronache di una mattinata animata al liceo psicopedagogico di via Galcianese, per il sospetto di un incendio che ha fatto evacuare in fretta e furia 900 ragazzi: tutti radunati nel cortile, ad aspettare il ritorno in classe dove avevano lasciato zaino e giubbotto. Il fumo l'hanno visto sprigionarsi dai sotterranei degli archivi mentre una sirena trasmetteva l'allarme, lo stesso che alunni e professori hanno imparato a riconoscere durante le periodiche simulazioni anticendio che si tengono in istituto. «Prof, non è una prova ma un allarme reale», ha gridato Francesca della II F alla sua insegnante d'italiano intenta nelle spiegazioni. Anche Alessandro Tartoni, che insegna fisica in una delle aule più esposte a nord e dunque non raggiunte dai fumi, è stato tratto in inganno dall'allarme: «Si pensava fosse una simulazione, per cui abbiamo fatto mettere in fila indiana i ragazzi. Dopo ci siamo accorti che l'emergenza era reale». Sono le 10.32 quando giunge una chiamata alla centrale dei Vigili del fuoco. Pochi minuti e la squadra di pompieri si trova già sul posto. Inizialmente si sospettava la presenza di una persona nel seminterrato ma è stata subito esclusa la dinamica dell'incendio. «Potrebbe trattarsi di un malfunzionamento nel dispositivo di antincendio o di un'errata attivazione dell'impianto scattato dunque per errore», spiegava ieri mattina l'ingegnere Enrico Mencagli in servizio presso il comando provinciale dei Vigili del fuoco. Il fumo non è dipeso dalle fiamme ma da uno speciale "aerosol" usato per spengere eventuali incandescenze. Errore umano o disguido del dispositivo che ha fatto saltare l'antincendio? Resta da chiarire. Il falso allarme ha tranquillizzato subito il preside del liceo Mario Di Carlo che si è trattenuto nei locali con tecnici e vigili del fuoco per seguire la situazione ed eventualmente disporre il rientro dei ragazzi. «Questo edificio - spiega - ha solo 2 anni e mezzo di vita. I ragazzi sono preparati per l'emergenza antincendio grazie a tutti i protocolli di formazione e informazione che vengono seguiti. La sirena che continua a suonare, anche a evacuazione avvenuta, è la dimostrazione di come l'allarme funzioni nella misura in cui percepisce il guasto». In queste situazioni la paura può giocare brutti scherzi. Come a quattro ragazzine spaventate che ieri mattina hanno vissuto momenti di crisi di panico, tanto da essere soccorse dall'ambulanza lì accorsa. Era in classe anche Martina Marotta, la pluripremiata poetessa che ieri pomeriggio ha poi ricevuto il Gigliato d'oro dal sindaco Cenni durante la seduta di consiglio comunale. Qualche studente ha voluto sdrammatizzare. «L'allarme è scattato giusto in tempo per evitare l'interrogazione di matematica», sorride Andrea della II B mentre il compagno Davide si dice dispiaciuto per il fatto che un ragazzino disabile in carrozzina aveva difficoltà a scendere dalle scale. Versione confermata anche da un vigile del fuoco: «L'abbiamo accompagnato a terra quando era già a buon punto». Forse sarebbe stato più semplice se il ragazzino avesse studiato a piano terra. Ma l'aula dei disabili in carrozzina si trova al secondo piano dell'edificio. Intanto il tempo passa e qualche ragazzino guarda l'orologio: per gli alunni delle prime e delle seconde la campanella dell'uscita doveva suonare alle 12.40. Per altre classi (in tutto 37) alle 13.30 e alle 14.20. I più piccoli vengono riaccompagnati in classe, sotto lo sguardo vigile dei vigili del fuoco, a riprendere i propri oggetti come prevede il protocollo in questi casi. Al termine degli accertamenti e una volta riattivato il sistema di allarme, le classi con l'orario prolungato tornano sui banchi e i professori riprendono la lezione.
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