Italia
Vaccini, vendite in calo
Barbara Burzi
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Dose di vaccino a una donna in ospedale Ne sono arrivate 67mila ma c'è meno paura dell'influenza
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PRATO. Il virus targato H1n1, la cosiddetta "suina", è ancora in circolazione e colpirà come un qualsiasi altro virus influenzale. Ma dopo tanto procurato allarme, i media hanno smesso di parlarne e insieme alla paura, sono calate anche le vendite dei vaccini a pagamento. Secondo il presidente dell'ordine dei farmacisti Mario Tercinod, nella provincia di Prato il calo oscillerebbe tra il 20 e il 30%. L'abbassamento del livello di paura non è l'unica ragione a spingere sempre più persone verso un uso minore del vaccino (un siero contenente il virus dell'influenza stagionale combinato con il ceppo virale della suina) a meno che non venga consigliato dal medico. «Si registra un calo fisiologico - spiega la farmacista Laura Leo della Comunale 12 - dovuto soprattutto al fatto che da parte delle persone c'è molta più attenzione a stimolare il sistema immunitario tramite prodotti naturali, omeopatici e vitamine». La distribuzione delle dosi di vaccino a pagamento si è conclusa circa tre settimane fa, prima dell'avvio della campagna antinfluenzale 2011 dell'Asl. «Le vendite sono leggermente calate - ammettono alla farmacia Celli di via Roma - rispetto all'anno scorso sono diminuite del 10-15%». Sarebbero state le farmacie per prime a ordinare dosi in numero inferiore rispetto a qualche anno fa. «Se in passato acquistavano stock da 40-50 dosi e tra i cittadini c'era la corsa all'acquisto nella prima farmacia che riusciva averle in distribuzione - racconta un fornitore di una ditta di farmaci - oggi non ne ordinano più di 2 o 3 per volta». Eppure, anche quest'anno l'influenza metterà a letto qualche migliaio di persone. Il picco è atteso tra metà gennaio e i primi di febbraio e aggredirà «con sintomi di media proporzione». A preoccupare non è certo il vaccino distribuito gratuitamente dalla campagna della Regione Toscana, che sarà portata avanti dai medici di famiglia e dai pediatri a tutela delle fasce più a rischio: anziani ultra sessantacinquenni, soggetti con particolari patologie, donne in gravidanza e bambini. L'Asl 4 di Prato ne ha acquistate 67mila dosi, circa 8.000 in meno rispetto all' inverno scorso.«C'è stata un po' di contrazione - riferisce Luigi Ricci, direttore del Dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell'Asl - con riserva di implementare il numero se le dosi non dovessero essere sufficienti a coprire tutta la fascia di popolazione più a rischio». Ricci fa notare inoltre che negli ultimi anni la risposta alla campagna di vaccinazione per prevenire l'influenza è stata largamente positiva. «Anche lo scorso anno la copertura vaccinale delle persone sopra i 64 anni è stata oltre il 65% - sottolinea - superando quello che viene considerato il livello ideale. Adesso stiamo sollecitando gli operatori sanitari (medici e infermieri), ai fini di rendere più efficace la prevenzione che parte da una vaccinazione più estesa possibile».
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