La manifestazione
La Regione ha escluso Prato dalle aree a rischio. Borchi: «Ma nel caso si superassero i 35 giorni lanno pronti a intervenire»
Da cinque giorni lo smog invade Prato
Maria Lardara
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Un ciclista con la mascherina anti smog Sformenti a raffica delle polveri sottile ma i provvedimenti anti-inquinamento non scattano
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PRATO. Se i nostri polmoni potessero protestare, di certo avrebbero da ridire sul fatto che per 5 giorni consecutivi l'aria è stata più inquinata del solito. Prato da bollino rosso per le polveri sottili. Le pm10 sono schizzate alle stelle sabato scorso: 75 microgrammi per metro cubo, oltre il limite ammesso di media giornaliera di 50. Ma i provvedimenti anti-inquinamento non scattano. Un copione analogo si era ripetuto l'anno scorso a novembre e a cavallo di Natale quando, al terzo giorno di sforamento della soglia di legge, il Comune corse ai ripari assumendo misure restrittive come autobus gratis e divieto di circolazione ai mezzi non catalizzati. Non è che stavolta l'amministrazione voglia lavarsi le mani. Secondo una direttiva della Regione d'inizio anno, per accorrere in aiuto dell'aria è sufficiente che gli sforamenti consentiti della media giornaliera di pm10 non siano oltre i 35 (anzichè 7 com'era nel 2010) in un anno. In sostanza preso da solo il parametro della media quotidiana di polveri sottili, le stesse che trovano terreno fertile nei periodi di alta pressione, non dice niente. E per ora, sulla base dei dati monitorati dall'unica centralina di Arpat presa a riferimento per misurare la qualità dell'aria secondo la riorganizzazione della Regione (la stazione di fondo in via Roma), nella nostra città siamo a quota 28. Se è vero che secondo gli uffici pratesi di Arpat, la situazione pratese si colloca sul livello di guardia e che «nel 2012 molto probabilmente si andrà oltre i 35 giorni di superamento della media di 50 microgrammi di pm10 al giorno», non c'è da stare molto tranquilli secondo il circolo di Legambiente pratese. «Anche se si sforasse, come è avvenuto nei giorni scorsi a Firenze, a Prato non si prenderebbero provvedimenti - osserva Paolo Balestri di Legambiente - visto che la Regione ci ha esclusi dai Comuni che presentano situazioni di rischio, inserendo invece l'agglomerato di Firenze, comprese Campi e Calenzano dove si applicano in questi giorni i provvedimenti anti-smog. Ora, qual è la differenza fra l'aria che si respira a Campi o Prato? La scelta di escluderci dalle aree a rischio è stata un errore. Oltretutto è discutibile la riorganizzazione delle centraline per cui ci si basa solo sui dati della centralina di via Roma che ha sempre registrato parametri migliori rispetto all'altra di via Ferrucci». Dal canto suo il vicesindaco Goffredo Borchi, in mano la delega all'ambiente, si dichiara pronto ad prendere ogni precauzione se il trend di sforamenti di pm10 continuerà dopo i 35 giorni consentiti per legge. «Sapere che la Regione ci considera tra i Comuni fuori rischio ci conforta. Certo, è da rilevare come la chiusura di diverse attività produttive abbia ridotto gli spostamenti di mezzi pesanti. E comunque siamo pronti a prendere tutti i provvedimenti del caso in caso di altri sforamenti».
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