Sicurezza
«Abati faccia un passo indietro»
Cristina Orsini
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La segretaria Pd Ilaria Bugetti Lo chiede la segreteria Pd. Bugetti: «Il Comune nel cda»
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PRATO. La richiesta è una sola: «Che il Comune smetta di fare giochetti e di spargere veleni e che si assuma tutte le responsabilità che gli spettano entrando nel consiglio di amministrazione di Consiag. È troppo facile restare fuori e attaccare secondo convenienza». Ilaria Bugetti, segretaria provinciale Pd e sindaco di Cantagallo, la pensa così sulla bufera che ha nuovamente investito la partecipata. Ovvero la relazione dell'Antitrust, ultimo capito dell'indagine avviata sull'ipotesi di abuso di posizione dominante e di violazione della concorrenza, nella quale sono emerse, con acquisizioni documentale di mail e appunti, tra le altre questioni, strategie indirizzate a "suggerire" ai sindaci dell'area di centrosinistra e soci Consiag, ma anche ai consiglieri dei consigli comunale "amici", quali mosse fare per rallentare il più possibile l'iter della gara avviata autonomamente dal Comune di Prato. Una "regia" poco aziendale e molto politica che ha scatenato un putiferio a destra e fortissimi imbarazzi anche a sinistra. Segretaria, significa che Paolo Abati, presidente di Consiag, come chiede il centrodestra, dovrebbe fare un passo indietro anche per il centrosinistra? «Questa è la linea unitaria emersa dalla segreteria dell'altra sera. Ma non è il Pd che decide, la scelta semmai spetterà ai Comuni soci Consiag: basta commistioni tra partito e scelte aziendali. Resta il fatto comunque che Abati ha già messo a disposizione la presidenza di Consiag in tempi non sospetti, al congresso Pd un anno fa, e ha ribadito la disponibilità nell'incontro avvenuto lunedì con i sindaci». E allora perché il Pd chiede le dimissioni di Abati? «Perché giudica improcrastinabile l'ingresso del Comune nel governo della partecipata, perché è l'ora di cambiare marcia e che il Comune una volta per tutte dica cosa vuole fare davvero dell'azienda, perché è l'ora di pensare a una multiutility e a un progetto di rilancio complessivo in vista della gara unica di ambito del gas che deve essere organizzata assieme a tutti i Comuni, Prato compresa: non ci sono cittadini di seria A e di serie B». Ma Prato vuole procedere speditamente con la gara sul solo territorio comunale. «E allora è bene che i cittadini sappiamo che con la gara unica potrebbero avere bollette meno care sui consumi di gas». Spieghi meglio, segretaria. «Che nei decreti attuativi del governo ogni risparmio sull'acquisto del gas va a diminuire il costo per l'utente finale e non entra nelle casse dei Comuni alcuni dei quali, possono certamente farne un uso oculato reivestendoli, ma nel caso di Prato ho i mei dubbi. E non solo. È l'ora che i cittadini sappiano che anche per la partita delle caldaie, portata da questa amministrazione come esempio di risparmio, è stato necessario reinvestire altri 250mila euro per garantire servizi prima compresi del prezzo stabilito da ConsiagServizi». Sì, Bugetti, ma nella relazione dell'Antitrust i sindaci dell'area pratese e fiorentina ne escono comunque con le ossa rotte, visto che appare con chiarezza che si sono fatti dettare la linea dall'azienda. «E anche su questo bisogna fare chiarezza. I sindaci non prendono ordini da nessuno e non è vero che sono stati dei fantocci in mano a qualcuno. Io c'ero e so com'è andata. Abbiamo fatto una lunga serie di riunioni con fior fiore di avvocati e di tecnici per capire cosa fosse meglio fare, in merito alla gara, senza basarci minimamente su quello che diceva Consiag». Sì ma le mail, gli scambi di lettere? «Sono di tecnici che parlano tra di loro, certamente sbagliando ma facendo l'interesse dell'azienda. Nulla c'entra, però, con le determinazioni dei sindaci». Bene segretaria, come pensa di uscire il Pd da questa situazione? «Nella maniera più semplice e onesta: ricominciando a pensare, anche sul fronte dei servizi, a quello che è meglio per la città e per i cittadini lavorando sulla gara unica e sulle multiutility».
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