Attenzione
Simone, dalle pezze alle tomaie
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Il giovane calzolaio Simone GuazziniLascia il tessile e prende il posto del vecchio ciabattino di Poggio
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POGGIO A CAIANO. Il nuovo calzolaio di Poggio a Caiano ha il viso giovane, pulito e simpatico di Simone Guazzini. Lo storico "ciabattino" Faliero Cirri è andato in pensione e al suo posto è subentrato il nipote, un giovane uomo che dall'oggi al domani è passato dai tessuti a maglia alle toppe nelle suole delle scarpe. Con grande coraggio, Simone, ha deciso di lasciare il mondo del tessile dove lavorava come operaio, per tuffarsi in una nuova e inedita avventura lavorativa che a sorpresa ha garantito il passaggio di generazione in generazione di un mestiere antico che prima della crisi economica, sembrava destinato a scomparire. "E' successo tutto lo scorso autunno - racconta Simone - quando la ditta tessile dove lavoravo come dispositore mi ha abbassato lo stipendio di 500 euro. Ho cominciato a drizzare le antenne. Poco dopo mio zio Faliero è andato in pensione e mi sono detto, perchè no. In fondo qualcosa avevo già imparato tanti anni fa quando, nei periodi di poco o nessun lavoro, andavo nel laboratorio a dargli una mano. E così, lo zio mi ha insegnato tutti i segreti del mestiere e lo scorso gennaio ho rilevato l'attività". La sede non è più in via Taddei, ma in via Verdi. La clientela invece, è sempre la stessa. Durante l'intervista entrano più persone a prendere o consegnare scarpe. Tra loro anche qualche negozio della zona. Lo scaffale è pieno di stivali rimessi a nuovo. Indizi inequivocabili a undici mesi dall'apertura. Segno che buon sangue non mente. "Se ci penso devo ringraziare quell'abbassamento di stipendio perchè senza non avrei mai pensato di cambiare tutto e diventare calzolaio. Sarei andato avanti fino a ritrovarmi in mezzo ad una strada come è successo agli altri miei colleghi." E così a 44 anni, padre di un bimbo di tre, Simone si è messo in gioco e ha reinventato se stesso. Scelta provvidenziale perchè tre mesi dopo il suo licenziamento, la ditta dove lavorava è fallita. Non è stato facile. Inizialmente non ero contento perchè fare il calzolaio mi dava l'impressione di essere tornato indietro nel mondo del lavoro - prosegue Simone - in fondo nell'azienda dove lavoravo avevo un ruolo di responsabilità che mi dava soddisfazione. Di punto in bianco mi sono ritrovato chiuso in una bottega a capo chino sulle scarpe da rinsuolare, tutto sporco. Non è stato un passaggio semplice, ma ora sono contento e anzi dico che nel tessile non ci tornerei perchè non è più come prima, sempre a rincorrere pezze e poi ora si lavora sopratutto con i cinesi e non si sa mai che ora si torna a casa Ormai Un famoso lanificio di Prato mi aveva offerto lavoro, ma con un contratto ad un anno e uno stipendio da magazziniere. Ho preferito restare dove sono." Ecco la storia di un giovane uomo con una famiglia e un mutuo da mantenere, pronto a cambiare vita e a ricominciare tutto da capo pur di non finire a ingrossare le fila dei disoccupati e di chi chiede sussidi allo Stato. Coraggio e umiltà premiati.
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