Toscana
Quando passa lauto della Polizia si nascondono dietro le siepi, poi ricominciano con i raid
San Paolo, la paura di uscire di casa
Alessandro Pattume
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A sinistra via Vivaldi I residenti in balìa di una banda di giovani: «Dopo le 20 scatta il coprifuoco»
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PRATO. «Quando passa la polizia si gettano a terra nascondendosi dietro le siepi. Poi ricominciano da capo». La signora bionda, sulla cinquantina, che siede con due amiche su una panchina del giardino di via dell'Alberaccio, non ne può proprio più. E non è la sola a San Paolo. Coprifuoco. «Io abito dall'altra parte della strada e dopo le otto di sera non è più possibile uscire - racconta la signora - urlano, giocano a pallone, sporcano, spaccano. E' uno schifo». Le due amiche annuiscono ad uno "schifo" di cui in molti, in via Vivaldi, sembrano avere paura visto che nessuno o quasi permette di essere fotografato o anche solo nominato. «E se poi leggono? - domanda infatti un uomo di 85 anni - Qui le voci corrono, è un attimo, ti vengono a cercare». «È vero - racconta un altro - tutte le volte che li incontro mi tirano calci alla bicicletta. Non esce più nessuno, la sera». Il branco. Ma chi sono quelli che ti "vengono a cercare" e sembrano tenere in ostaggio un'intera strada? «Sono quelli che la settimana scorsa - spiega un commerciante che vuole restare anonimo - hanno sfregiato il tetto a quattro auto». «Saranno una quindicina di ragazzi - minimizza una signora col figlio in braccio - si fanno qualche canna, bevono qualche birra e giocano a pallone». C'è chi però racconta delle panchine del giardino di via Vivaldi, accanto al pallaio. Un bel parco pieno di giochi per l'infanzia lungo la cui recinzione una volta c'era una manciata di panchine. «Le hanno spostate nell'altro giardino quest'estate perchè tutte le notti una ventina tra ragazzi e ragazze s'accampava per bere e fumare - raccontano i "nonni" di via Vivaldi - ma non è stato risolto niente: scavalcano e ogni mattina troviamo i resti della bisboccia». Bottiglie rotte, cestini della spazzatura divelti e i giochi dei bambini trasformati in posacenere. Il pallaio di San Paolo ha ricevuto da poco l'ultima visita notturna. Qualcuno ha tagliato la recinzione, già riparata, infilandosi sotto il tendone. Ma èì rimasto a bocca asciutta. «Come l'anno scorso cercavano gli spiccioli della macchinetta per il caffè - racconta un dirigente della bocciofila - ma noi non ci ricadiamo più: l'abbiamo chiusa dentro l'ufficio a doppia mandata». Così funziona a San Paolo.
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