Il Tirreno

Prato

LA SCHEDA

Il quartiere dei dimenticati dagli uomini

I tre commercianti
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I tre commercianti

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 PRATO. Stritolati da una viabilità senza senso, inascoltati dal Comune. «Dimenticati da tutti, ecco cosa siamo». La protesta arriva da alcuni commercianti di via dell'Alberaccio, popoloso quartiere di San Paolo. Sono i titolari del negozio d'abbigliamento "Sboom" e della pasticceria "San Paolo": la storia che raccontano, in nome anche di altri negozi della strada che spezza a metà il quartiere, è una vicenda di indifferenza, quella del Comune, e di sacrifici, quelli con cui i negozianti che fanno parte dell'Area Commerciale di San Paolo cercano di mandare avanti le proprie attività. Piazza senza nome. Da via Galcianese si svolta a destra in via San Paolo dalla quale, dopo la svolta obbligata a destra, s'imbocca a sinistra via dell'Alberaccio. Proprio sull'angolo sorge la piazzetta con il giardino e la chiesa.  «A questa piazza ancora non è stato dato un nome quindi viene chiamata da sempre piazza vecchia di San Paolo» spiega la signora Deanna, titolare dell'abbigliamento "Sboom". L'indignazione dei commercianti comincia proprio sotto la vegetazione che ricopre il giardino. «Undici anni fa questa piazza venne sistemata a nuovo e nacque il giardino, un bel posto per far vivere il quartiere e passare le domeniche - racconta Alessandro Natoli della Pasticceria "San Paolo" - ma da allora nessuno è venuto a potare le piante, che nel frattempo hanno ricoperto tutti e creato una barriera verde».  Dimenticati. Il risultato è semplice: «Non solo i nostri negozi quattro o cinque negozi sono nascosti agli occhi dei passanti a causa della vegetazione - spiegano da "Sboom" - ma quando proviamo a organizzare qualcosa come, per esempio, i mercatini di Natale, ci negano pure il permesso». E' solo la punta dell'iceberg di un malessere legato alla viabilità che affligge il quartiere.  «Sarebbe fantastico riuscire a entrare e a uscire da San Paolo in modo semplice e razionale - aggiunge la signora Deanna - invece ci troviamo alle prese con un vero e proprio labirinto e con un assessore Caverni che nonostante le nostre richieste non sembra intenzionato a incontrare i negozianti di San Paolo. Siamo soli - conclude - siamo dimenticati e abbandonati a noi stessi». A.P.

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