Sicurezza
Aperti tutte le domeniche? No grazie
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Shopping in centro In un sondaggio i commercianti del centro bocciano la sperimentazione
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PRATO. I commercianti bocciano le aperture tutte le domeniche. E sono decisamente perplessi riguardo l'attrattività dell'animazione. I dati emergono da un sondaggio organizzato da Confcommercio e Confesercenti che ha coinvolto gli esercizi commerciali al dettaglio non alimentare del centro storico. Ciò che emerge con chiarezza, nella stragrande maggioranza dei casi, è che non c'è un interesse commerciale a tenere aperte tutte le domeniche dell'anno. Anzi la liberalizzazione ingenera confusione nel cliente. Secondo il sondaggio di gran lunga preferibile sarebbe concentrare le aperture, come proposto già lo scorso anno, nella seconda e terza domenica del mese e investendo sulla promozione di queste ultime. Queste le domande del sondaggio. Quante domeniche del mese ha tenuto aperto? Nelle risposte prevale la tendenza all'apertura di una domenica al mese (35%), con un'evidenza altrettanto importante della tendenza alla doppia apertura (31%). La scelta di chi resta aperto una sola domenica al mese si concentra in netta prevalenza sulla 2ª domenica (54% assoluto), mentre chi opta per la doppia apertura lo fa principalmente nella 2ª e nella 3ª domenica del mese (26% quest'ultima). Qualcuno sceglie l'apertura nella 4ª domenica (2.30%) come strategia per conquistare quei clienti che sono riusciti a "risparmiare" parte dello stipendio alla fine del mese. Significativo il dato di chi dichiara di non aprire la domenica che si attesta al 10% (questa opzione di risposta non era prevista in origine ma è stata aggiunta in itinere data la consistenza delle risposte). In sintesi, si rileva che il 90% degli esercizi interpellati apre la propria attività ogni seconda domenica del mese. Le differenze anagrafiche incidono molto sul tipo di risposta: i commercianti più giovani nutrono un atteggiamento positivo verso la sperimentazione e si dicono disponibili a nuove forme di sperimentazione per cercare di incrementare le vendite, anche se programmate e normate in qualche misura. All'opposto, i commercianti più anziani sono i più negativi verso le domeniche di apertura. Come ritiene dovrebbero essere regolate le aperture domenicali per l'anno 2012? Il 41% degli intervistati desidera un ritorno all'apertura nella sola seconda domenica del mese, mentre si attestano al 28% coloro che vorrebbero la doppia apertura (2ª e 3ª domenica). In tutti, prevale la convinzione che una regolamentazione che disciplini le aperture, definendone il calendario esatto, sia necessaria. Un 18% si dichiara favorevole all'attuale sistema che consente a chiunque di scegliere autonomamente le domeniche di apertura ma va considerato che la maggior parte del campione è rappresentato da soggetti che tendenzialmente restano chiusi al pubblico la domenica e che quindi si tratta di una risposta disinteressata: "se vogliono stare aperti, facciano pure, a me non interessa". Il 13% che ha risposto "altro" ritiene che non si debba consentire alcun tipo di apertura domenicale ad eccezione di particolari periodi dell'anno (esempio i saldi o Natale). Ritiene siano state sufficienti le iniziative di animazione e promozione promosse durante le aperture domenicali? Soltanto il 16% si dichiara soddisfatto delle iniziative proposte. Di questi occorre precisare che si tratta di esercizi collocati in prossimità delle vie generalmente scelte per queste iniziative (Corso Mazzoni, Via Garibaldi). Il 40% sostiene che le iniziative debbano non solamente essere incrementate, ma estese alle diverse aree del centro. Lo stesso campione precisa che le iniziative andrebbero inoltre ripensate, perché molte di esse sono addirittura dannose per i commercianti del centro: è il caso dei mercatini (alimentari e non) che sebbene aumentino il flusso di visitatori nel centro storico, dirottano la disponibilità di spesa di questi ultimi sulle bancarelle del mercato anziché nei negozi, con effetti addirittura peggiorativi per la già precaria situazione del commercio (quindi si tratta di iniziative efficaci nell'aumentare la fruibilità del centro storico, ma inefficaci nel promuoverne la rete commerciale). Del restante 44% che ritiene insufficienti le iniziative di animazione solamente una parte ha giudicato effettivamente insufficienti tali iniziative (poche, non capillari, non consone, ecc.) mentre l'altra ritiene che non esista un legame tra le iniziative proposte e gli acqusiti dei clienti in negozio. Qual è il suo giudizio dopo un anno di sperimentazione di totale apertura facoltativa per il centro storico? Ben il 54% del campione giudica negativamente questo primo anno di sperimentazione dell'apertura facoltativa. Il motivo principale è il fatto che l'assenza di regole precise crea caos nel consumatore. La discrezionalità d'apertura crea una situazione "a macchia di leopardo" con esercizi che restano serrati accanto a poche attività aperte, il che peggiora ulteriormente l'aspetto di un centro storico già sofferente di numerose chiusure.
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