Attenzione
In crescita l'abbandono scolastico
Maria Lardara
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Ragazzi stranieri in una scuola di Prato Impegno dell'assessore regionale Allocca sui finanziamenti al Sic
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PRATO. Shen En correva il rischio di rimanere a piedi. Due anni fa era come sbarcato su un pianeta straniero: i genitori trasferitisi a Prato erano riusciti a fargli finire in tempo la seconda media in Cina «Non riuscivo a trovare un posto nelle classi pratesi - racconta -. Grazie al Ctp (Centro territoriale permanente) ho frequentato le lezioni che mi hanno permesso di prendere la licenza media». La sua carriera scolastica è stata così meno traumatica. E Shen, che oggi frequenta il secondo anno delle superiori e la cui storia è per molti aspetti emblematica, presta il volto a un video proiettato ieri mattina all'auditorium dell'istituto Gramsci-Keynes. Perché Shen rientra tra i 3300 studenti fra stranieri e italiani che ogni anno partecipano ai laboratori linguistici previsti dalla rete del "Sic" ("Scuola integra culture"). È stato ribattezzato così infatti il "Protocollo d'integrazione degli alunni stranieri nelle scuole pratesi" in piedi dal 2007, finanziato con 250mila euro di fondi della Regione. La nota dolente ora è che quel protocollo è scaduto. Ma i fondi per il "Sic", cui aderiscono 57 istituti del territorio provinciale, non si toccano. Parola di assessore regionale alle Politiche sociali Salvatore Allocca: «In un quadro di incertezza istituzionale, m'impegnerò per dare continuità ai finanziamenti. 200mila euro sono stati individuati, il resto è da trovare integrando meglio le politiche fra assessorati e settori di competenza diversi». Prossima sfida: l'interculturalità. Una babele di lingue: è la scuola pratese che accoglie 89 cittadinanze. Rispetto al 2002/03 gli studenti stranieri sono più che raddoppiati passando da 2714 unità a 6971. Dal 2007, quando fu adottato il protocollo, l'accoglienza fra i banchi ha fatto passi da gigante. «I ragazzi che si presentano a metà anno non devono più fare un pellegrinaggio da scuola a scuola per trovare un posto libero - fa notare la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi -: per loro si attivano percorsi che vanno dai laboratori di prima alfabetizzazione a quelli interculturali». Ma non sono tutte rose e fiori. Su 100 stranieri che s'iscrivono alle superiori, 54 di loro si perdono lungo la strada senza tagliare il traguardo del diploma. Non c'è da stupirsi se a Prato il tasso di abbandono scolastico è molto alto, pari al 20% (il dato regionale è del 16,9%). L'appello di Chen. Che senso ha far studiare ai ragazzi cinesi la filosofia se non sanno una parola d'italiano? A sollevare l'interrogativo è stato ieri mattina il professor Chen Hongsheng dell'associazione d'Amicizia: «È possibile far seguire loro solo corsi d'italiano?». Storce il naso l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Rita Pieri. «L'ordinamento italiano non lo consente. Il professor Chen non è informato sugli strumenti a disposizione». La maggior parte dei genitori cinesi sarebbe inoltre poco attenta all'istruzione dei figli. «Molti di loro maturano l'idea di lasciare l'Italia. E - riprende Chen - non vedendo qua il futuro dei figli ne scoraggiano l'impegno a studiare».
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