Finanza
Inviate le lettere di diffida per togliere in bolletta i soldi per il “capitale investito”
Il comitato acqua alza la voce
Alessandra Agrati
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Il comitato dell’acqua pratese«Aspettiamo ancora un po' poi smetteremo di pagare»
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PRATO. Il comitato Acqua Bene comune torna ad alzare la voce, per chiedere il rispetto della volontà popolare con cui si chiedeva di far uscire l'acqua dalle logiche di mercato e di profitto. «Per quanto riguarda il secondo quesito del referendum di giugno, quello sulla remunerazione del capitale investito - spiega la referente del Comitato Fabiana Fabbri - abbiamo inviato lo scorso settembre una diffida al' Ato3 Medio Valdarno e a tutti i sindaci dei 7 comuni della Provincia, perché venisse applicata l'abrogazione delle voce che, nella bolletta, compare con la dicitura adeguata remunerazione del capitale investito. Per ora non abbiamo avuto nessuna risposta, se continueranno ad ignorarci inviteremo i cittadini a non pagare più questa percentuale». I tempi sono fissati per la fine di gennaio, per aspettare che anche gli altri comitati spediscano le lettere di diffida(Prato è stato uno dei primi). Scaduto il tempo, il comitato si organizzerà per calcolare a quanto ammonta la percentuale pagata in bolletta destinata alla remunerazione del capitale: «Sicuramente la cifra sarà superiore al 7% - continua Fabbri - e non ci saranno sanzioni in quanto il Presidente della Repubblica a luglio ha firmato il decreto abrogativo». Pochi passi in avanti anche per il primo quesito, quello che chiedeva la ripubblicizzazione del servizio idrico; non solo la legge di iniziativa popolare non è ancora stata approvata, ma alcune amministrazioni, come Torino e Salerno hanno completamente privatizzato la rete idrica, di fatto andando ancora una volta contro la volontà popolare. «Nella legge popolare - spiega la referente di Prato - viene anche indicata la strada per ottenere i finanziamenti necessari ad acquistare le quote dei soci privati». L'idea è di finanziarle attraverso lo storno delle spese destinate alla guerra. «Il margine ci sarebbe - spiega Rita Biancalani tesoriera del comitato pratese -ma purtroppo manca la volontà politica». In attesa di risposte il 26 novembre a Roma è indetta una manifestazione di tutti i comitati per l'acqua per chiedere il rispetto di quanto hanno deciso i referendum popolari di giugno. «Nel frattempo - spiega Fabbri - riallacceremo i rapporti con tutte le associazioni che hanno partecipato alla campagna referendaria per risvegliare la grande partecipazione e l'entusiasmo che ha caratterizzato la vittoria al referendum».
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