Il Tirreno

Prato

Imprese veloci e unite in rete

Ilenia Reali
Da sinistra gli imprenditori tessili Riccardo Matteini, Simone Paci, Andrea Cavicchi e Lorenzo Guazzini di Montezemolo
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Da sinistra gli imprenditori tessili Riccardo Matteini, Simone Paci, Andrea Cavicchi e Lorenzo Guazzini di Montezemolo

Ecco come gli imprenditori si preparano ad affrontare una nuova crisi

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 PRATO. Imprese veloci come gazzelle. E anche portate a spostarsi in branco per difendersi meglio dai predatori. Isolarsi potrebbe significare morire. Qualunque cosa si faccia, tessile o no, in questa fase per gli imprenditori è fondamentale non stare fermi, non stare da soli, non bloccare la circolazione delle idee. Si deve cambiare e dal passato di Prato portarsi dietro la "cultura del fare".  Cosa c'è nel futuro? Gli imprenditori pratesi non saprebbero fare una previsione ma nero profondo e no c'è una parola d'ordine che vale per tutti: non fermarsi. Ancora di più oggi dopo l'allarme lanciato dall'Unione industriale e dalla Camera di commercio durante la presentazione dei dati di previsione.   DOPPIO OSTACOLO. Per Riccardo Matteini, titolare del Gruppo Colle raro esempio di accorpamento tra aziende pratesi, il distretto si trova ad affrontare una situazione critica per «tutto quello che sta accadendo nel mondo ma anche perché investito da un percorso di normalizzazione dovuto al passaggio da distretto monoprodotto a normale». «Stiamo - commenta Matteini che tra i primi ha sposato il business delle energie alternative - in una fase di cambiamento di marcia e ciò è evidente ci crea difficoltà. Non voglio però parlare di profondo nero ma di esigenza di cambiamento e quindi di un impegno nel guardare ad altro come le energie alternative, l'allungamento della filiera sia a monte sia a valle nella consapevolezza che a fare tessile non potremo rimanere tutti». Ma non solo. Per Matteini dovremo essere capaci di «mantenere l'efficienza del piccolo è bello» ma unirlo alla capacità di «fare rete perché se da soli sembra di andare più forte, uniti si va più lontano».  NO ALLA GUERRA TRA POVERI. Simone Paci, presidente del Consorzio Acqua, è sulla stessa linea del vice presidente Vincenzo Cangioli. «Le previsioni non sono favorevoli», sottolinea Paci che aggiunge come «il costo del metano, fondamentale per le tintorie e le rifinizioni, si è stabilizzato su un aumento del 30% e che il lavoro, dopo i primi otto mesi buoni da settembre ha preso a zoppicare fino all'attuale crollo».  «Per me - aggiunge - dobbiamo prendere atto che il passato non tornerà e che ci potrà salvare solo la qualità. E per qualità intendo tantissime cose comprese quella di non continuare a farci la guerra sui prezzi. Che senso ha vincere una guerra dove alla fine rimaniamo tutti poveri?».  ACCELERIAMO INSIEME.  Andrea Cavicchi è uno tra gli imprenditori che ha investito oltre il tessile. Uno per tutti sulla comunicazione con TV Prato e Notizie di Prato. «Ritengo - è il parere di Cavicchi - che si possa fare molto altro anche solo all'interno del tessile. Qualunque cosa si faccia ritengo sia necessario cambiare strategia con i clienti, con la finanza, con la mentalità. Il vero cambiamento è secondo me nell'approccio quotidiano. Il collega Cangioli ha parlato dell'arresto della locomotiva (nell'articolo pubblicato ieri dal Tirreno, ndr). Io credo che sia necessario far passare le informazioni in modo che tutti accelerino o decelerino insieme».  VA CAMBIATO IL PAESE. Lorenzo Guazzini, giovane industriale è da tempo parte attiva dell'industria di abbigliamento Montezemolo e per lui è chiaro che oggi più che mai è necessario «stringersi, condividere e smettere di tirarsi gomitate tra i denti tra colleghi». E, secondo Guazzini, c'è un'altra cosa che è fondamentale: «Va cambiato questo nostro paese. Perché se il signor elettricista, avvocato, geometra ha paura per il suo futuro difficilmente comprerà una giacca nuova. E noi saremo in crisi e i nostri lavoratori anche. E a loro volta non compreranno una giacca nuova».

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