Sicurezza
Lezioni di cucina per baby-cuochi
Barbara Burzi
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Arianna Appetecchi con i suoi bambini nella taverna di casa attrezzata come un laboratorio e certificata per fare i corsi Boom di richieste per Arianna che ha trasformato un hobby in lavoro
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VAIANO. Giocattoli, bambole e pelouche non vanno più di moda. I tempi sono cambiati, ma nell'era del web 2.0 nemmeno i passatempo on line sembrerebbero aver avuto la meglio sui figli, specialmente per quelli non ancora adolescenti. Ora i più piccoli preferiscono "mettere le mani in pasta", nel vero senso della parola. Ecco spiegato il boom di richieste d'iscrizione alla "gastroteca": un laboratorio per piccoli chef, dove si cucina divertendosi. L'ultima tendenza capace di mettere d'accordo genitori e figli è arrivata a Prato direttamente dalla capitale, grazie a un'idea di Arianna Appetecchi. Complice la crisi che aguzza l'ingegno, la giovane donna è riuscita a trasformare l'hobby per la cucina e la sua passione per la didattica in un vero lavoro. «A Roma facevo l'impiegata in un'azienda di telecomunicazioni e prestavo servizio come crocerossina - racconta Arianna - da quando nel 2003 mi sono trasferita in Toscana, avendo più tempo libero a disposizione, ho cominciato a frequentare i corsi di cucina della scuola Cordon Bleu di Firenze. Finché un giorno, trovandomi a giocare coi figli delle mie amiche nella cucina di casa mia, mi sono resa conto che i bambini si divertivano moltissimo a creare qualcosa con le proprie mani». Da quest'esperienza alla nascita di Ari's house - questo il nome della neo gastroteca - il passo è stato breve: è partito da poche settimane il primo corso di cucina rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni, che si tiene ogni venerdì pomeriggio nel laboratorio di Vicolo del Ponte Vecchio, a Vaiano, con la prospettiva di trasferirsi nel centro di Prato a partire da gennaio. La proprietaria del negozio Peter Pan, infatti, si sarebbe offerta di mettere a disposizione parte dei locali di via Machiavelli per adibirli a spazio per far divertire i piccoli chef con gli strumenti del mestiere. Del resto, non sarebbe la prima volta che Arianna organizza corsi fuori sede, nelle biblioteche, nelle scuole o nei negozi. Altra cosa però è la sede del laboratorio, un luogo ricavato nella taverna della casa di Arianna e che risponde a tutti gli effetti al sistema di autocontrollo degli alimenti: qui, nella cornice della Valbisenzio, i bambini imparano a fare il pane e a cucinare gustose ricette. «Lo scopo dell'iniziativa - spiega l'ideatrice - è quello di far scoprire ai bambini come la cucina sia un prezioso focolare, dove poter trovare occasioni di incontro e di condivisione. Il corso di quest'anno è incentrato sul tema della farina, che è l'ingrediente base di tutte le paste. I partecipanti prepareranno ogni volta qualcosa di diverso da poter portare a casa, come il pane, la pizza, un dolcetto o le schiacciatine, imparando bene a miscelare gli ingredienti perché la cucina è anche una questione di dosi. Prima della conclusione del corso, prevista per luglio, chi vorrà potrà partecipare un campus estivo di tre giorni in un agriturismo immerso nella natura». Dopo le prime due lezioni, il numero degli iscritti è più che raddoppiato: «Tra maschi e femmine siamo passati da 6 a 13 - afferma Arianna - per questioni di spazio ho dovuto dividerli in due gruppi e prevedere un secondo turno per il lunedì pomeriggio. Il mio sogno? Quello di poter avere come ospite un grande chef».
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