La manifestazione
Frenata brusca per il tessile: il futuro è nero
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PRATO. La tempesta mondiale non ha lasciato che il raggio di sole che si era fatto largo nel cielo del tessile nei primi mesi del 2011 continuasse a riscaldare il distretto già profondamente ferito da anni di crisi. Il futuro si annuncia più nero. Il calo di ordini per le imprese tessili ha l'apparenza di un precipizio che in parte trova conferme negli ultimi dati Istat che raccontano di un calo dell'export a settembre del 5% e del 10% dei consumi interni. Dati destinati a scendere ulteriormente a ottobre e a novembre. Se i numeri non sono ancora quelli dell' anno horribilis, il 2009, la sensazione è che questa volta non si rotolerà sempre più in basso ma si cadrà. Ieri nella sede dell'Unione industriale pratese nel commentare la tradizionale indagine di congiuntura, quella che serve a individuare la tendenze future del settore dominante, si sono usate le parole più drammatiche degli ultimi anni. Dalle risposte date per l'indagine dalle imprese contoterziste, sentite non più tre settimane fa, si evidenziava ottimismo. Speranze maggiori rispetto a quelle dei lanifici. Un dato assolutamente inconsueto ma che il vice presidente degli industriali Vincenzo Cangioli ha subito ridimensionato. «Immaginatevi un treno veloce la cui motrice immediatamente si blocca. Gli ultimi vagoni sono in accelerazione e vanno a urtare uno sull'altro. Siamo davanti a una frenata improvvisa, avvenuta nelle ultime settimane: mentre i lanifici che sono più vicini alla distribuzione cominciavano a percepirla le lavorazioni più a monte erano ancora in corsa. Ecco uno dei motivi che giustificano queste risposte». Cangioli ha quindi chiesto l'intervento rapido delle istituzioni, anche di quelle locali. Non si sono usate parole come emergenza ma il senso degli interventi degli addetti ai lavori era esattamente questo.
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