Sicurezza
Ancora nuvole nere sul Creaf
Carlandrea Poli
L'Agenzia delle entrate chiede 4 milioni per l'Iva
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PRATO. Starà anche trovando la sua ragione d'esistere il Creaf, complice l'accordo sottoscritto fra Regione e governo cinese venerdì scorso, ma continuano a piovere tegole sulla gestione finanziaria della società. La notizia dell'ultimo guaio è trapelata ieri: nelle scorse settimane l'Agenzia delle entrate ha fatto recapitare al presidente Luca Rinfreschi la comunicazione di un accertamento per il rimborso dell'Iva sugli acquisti e sulle ristrutturazioni incamerati dal 2008. L'origine è un conflitto d'interpretazione sulle norme. Creaf afferma di avere detratto l'Iva in maniera corretta, mentre l'Agenzia adesso presenta il conto contestando la legittimità dell'operazione. In caso di esito sfavorevole, al centro gestito da Rinfreschi potrebbe costare oltre 4 milioni di euro, comprensivo degli interessi e degli importi di sanzione. Ad assistere il Creaf in questo contenzioso fiscale è lo studio associato Boldrini di Rimini. I contabili fanno notare in proposito che contro l'accertamento è già partito il ricorso, ma ancora non è stata fissata un'udienza. Per ora viene registrato un comportamento "anomalo" da parte degli esattori dell'Agenzia. L'accertamento è arrivato senza un contraddittorio preventivo con il management e i contabili. Niente di irregolare, ma uno strappo rispetto alla prassi. L'eredità del passato diventa un fardello più pesante sommando ai 4 milioni di euro di Iva contestata, l'anticipazione ricevuta da Creaf e ora da restituire alla Provincia. L'importo nel tempo è cresciuto, fino a toccare la ragguardevole vetta di 5,9 milioni di euro. È un aspetto più volte sollevato dal centrodestra in Provincia, che al Creaf fa le pulci fin dalla sua nascita, ma Rinfreschi ha una risposta che dovrebbe riportare il sereno: «Stiamo già avviando la procedura di rimborso cercando di accedere ad un prestito tramite le banche. I tempi? Bisognerà aspettare quanto necessario per trovare un accordo con un istituto». Al riparo dai rischi dovrebbe essere la posizione di Rinfreschi e degli altri consiglieri del Cda circa la riconferma. Secondo il consigliere provinciale di Fli, Riccardo Bini in base alla Finanziaria 2007 l'attuale management non doveva ricevere un nuovo mandato triennale in quanto responsabile di tre esercizi consecutivi in perdita. Una legge di interpretazione autentica, però, ha stabilito due criteri - estranei alla storia di Creaf - per tagliare le gambe agli amministratori: deve esserci dolo; le perdite devono risultare maggiori di quelle preventivate. Anche un falco come Bini di fronte a questa difesa ha deciso - per ora - di non avviare la procedura per un esposto.
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