La manifestazione
Rete imprese dice sì al Centro di ricerca Piace la merce certificata
Gli artigiani e i commercianti restano però gelosi delle competenze peculiari del distretto tessile
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PRATO. Piace l'idea di un centro dove si possa certificare la merce destinata all' export in Cina. E anche un'analisi dei mercati cinesi e dei loro meccanismi di marketing ma su cosa dare in cambio c'è ancora bisogno di un confronto. Parola di Rete Imprese Italia, l'associazione che raggruppo Cna, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio. L'argomento all'ordine del giorno è ancora il Centro di ricerca cino-pratese per cui nei giorni scorsi si è firmata una lettera d'intenti. E sull'argomento non solo è polemica ma è anche caos dal momento che c'è bisogno di sottolineare cosa è stato firmato e cosa no, quali sono i documenti oggetto di trattativa e quelli invece ormai condivisi. L'oggetto del contendere è sostanza per il distretto perché potrebbe aprire o chiudere un capitolo per il distretto. L'accordo infatti prevede (o prevederà) un dare e un avere e a Prato c'è discussione anche su cosa va considerato un segreto della lavorazione tessile oppure no. Per il direttore di Cna Fabio Mazzanti c'è un «no categorico alla svendita delle competenze che rappresentano il valore aggiunto dell'industria tessile pratese ma c'è la disponibilità a un confronto sulle opportunità che può aprire il Centro di ricerca. «Ci sono - ha commentato - cose interessanti come la creazione di un servizio di certificazione delle merci destinate alla Cina con un canale privilegiato alle dogane e la disponibilità a un'analisi dei mercati cinesi e dei loro meccanismi di marketing. Elementi che potrebbero essere preziosi per le nostre imprese». Il problema rimane cosa dare in cambio e su questo il presidente di Rete imprese Luca Giusti - bisogna mettere al bando le ipocrisie e fare chiarezza su quali sono realmente i nostri tesori visto che ormai da anni Prato svende macchinari e competenze in Cina». Non ci sono invece valutazioni da fare sulla governance del futuro centro. «Nel comitato di indirizzo dovranno essere rappresentate le piccole e medie imprese».
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