Il dolore
Sos per le guardie mediche
Pasquale Petrella
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La Guardia medica al centro Giovannini Facchini: «Non c'è sicurezza notturna»
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PRATO. «La guardia medica non è un guardiano delle strutture dell'Asl ma si trova in quegli ambulatori messi a sua disposizione per svolgere il proprio lavoro che ha una funzione pubblica. E proprio per questo deve essere a sua volta tutelata sotto il profilo della sicurezza». Interviene con decisione il dottor Leonardo Facchini, segretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) di Prato, dopo la notizia dell'episodio accaduto un mese fa nella sede della Guardia medica di Montemurlo dove il medico di guardia ha vissuto in diretta il furto da parte di una banda di ladri della macchinetta per il pagamento dei ticket. «Una situazione che ha messo in seria difficoltà il collega in servizio e che pone in maniera stringente il problema della sicurezza notturna delle guardie mediche - continua il dottor Facchini - Abbiamo chiesto più volte all'Asl la verifica sulla sicurezza delle postazioni singole di guardia medica ovvero quelle a Vaiano, Poggio a Caiano, Vernio e Montemurlo. Fino ad oggi non abbiamo avuto risposta, mi auguro che dopo questo episodio qualcuno intervenga per porvi rimedio». «La nostra preoccupazione, come Fimmg, è quella di vedere i colleghi operare in tranquillità e senza rischiare la propria incolumità - continua Facchini - La guardia medica è alla mercè di tutti, svolge una funzione pubblica e dovrebbe preoccuparsi solo di quello e non dovrebbe trovarsi in situazioni che mettono in pericolo la propria incolumità». Il segretario Fimmg di Prato ci tiene però soprattutto a sottolineare quel particolare aspetto che è emerso dalla notizia del furto nella sede di Bagnolo dell'Asl, e cioè che il medico di guardia si sarebbe nascosto durante il furto e avrebbe dato l'allarme solo quando i ladri erano fuggiti con la macchinetta. «E' chiaro ed evidente che il medico non è un guardiano dell'Asl - ribadisce Facchini - Il collega in questione si è trovato a vivere una situazione del tutto insolita ed ha pensato, come è giusto, a tutelare prima di tutto se stesso e poi, quando il pericolo personale non c'era più di diare l'allarme. Il fatto è che se in quella struttura come nella altre che ospitano di notte le guardie mediche, ci fosse stato un sistema di sicurezza, sicuramente l'allarme sarebbe scattata in maniera tempestiva e il dottore in questione non avrebbe vissuto quella brutta esperienza». «Alla luce di questo episodio - conclude il segretario Fimmg - mi auguro che l'Asl voglia prendere in seria considerazione la nostra richiesta per rendere più sicure le sedi zonali delle guardie mediche».
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