Il dolore
Pochi soldi, tagli inevitabili
Carlandrea Poli
L'assessore regionale Ceccobao chiede uno sforzo agli enti locali
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PRATO. Più che un taglio quello compiuto dall'uscente governo Berlusconi appare come un ritiro vero e proprio dal trasporto pubblico locale. Quell'88% di riduzione dei trasferimenti nel settore alla Toscana appare all'assessore regionale alla mobilità Luca Ceccobao come un prezzo troppo caro da pagare nella politica dei tagli lineari. «In parte abbiamo cercato di sostituirci al governo - spiega -. Diventa tutto complicato, però, se per il trasporto pubblico finora abbiamo 229 milioni di euro e il prossimo anno ne avremo appena 24. Il quadro è complicato anche dal taglio per 1,9 miliardi di euro nei trasferimenti verso Ferrovie dello Stato. Va intrapresa pertanto la strada della riorganizzazione. E a livello regionale questo significa realizzare la gara unica per affidare il servizio su gomma nei prossimi 9 anni». La scarsità delle risorse costringerà a ingegnarsi per evitare sforbiciate eccessive ai budget di spesa, ma Ceccobao mette in guardia che se non verrà scomposto e ricomposto il puzzle del servizio a rischiare potrebbe essere anche l'occupazione. L'assessore evita i giri di parole e prova ad arrivare al cuore della questione: «Non nascondiamoci. Meno soldi a disposizione significa meno chilometri percorribili. Per questo lancio una sfida politica ai Comuni e alle Province affinché abbiano il coraggio di sottoporci idee per riformare la rete». Il messaggio che fa recapitare alla politica locale è che per salvare il trasporto su gomma occorrerà prendere in considerazione ogni misura per far quadrare i conti e garantire un servizio accettabile. Questo può significare anche un aumento del costo del biglietto per gli utenti? Ceccobao non lo esclude anche se ad ascoltare le sue parole sono altri i mezzi da usare: «Riteniamo di doverci attrezzare con tutte le leve - ammette -. Questo si traduce in aumento della produttività, in tagli agli sprechi e in una riduzione dei consigli d'amministrazione. La maggiorazione del biglietto di per sé non è sufficiente a risolvere i problemi». Il pensiero consiste nel dire di no tanto alle corse con autobus sovraffollati che con autobus vuoti. Pur con i ristretti margini contabili la Regione prova anche a calare un asso per gli investimenti. Dopo la gara - che dovrebbe tenersi nell'ottobre del 2012 - ci saranno 30 milioni di euro complessivi per rinnovare il parco veicoli. Poi - e qui entriamo nell'unica sfaccettatura rosea della faccenda - in caso di rifiuto della Provincia di Firenze a partecipare, Prato e le altre Province avranno tutto da guadagnarci: «Il bando resterà fisso a 160 milioni di euro e se Firenze dovesse fare la sua corsa gli altri si spartiranno delle quote più ricche». Questo ottimismo viene frenato dal consigliere regionale del Pd, Fabrizio Mattei: «Non credo che basterà fare la gara o ridurre i CdA per fare pari - pone il dubbio -. Fosse possibile dare lo stesso servizio con l'80% in meno dovremmo far indagare i carabinieri per le inefficienze del passato, ma la situazione è più complessa e Prato merita di potenziare il suo sistema trasporto pubblico. Anzi, servono politiche di sviluppo per la mobilità».
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