Il Tirreno

Prato

Dipendenti già in cassa integrazione. Tra i motivi della decisione la mancanza di ordini

Chiude il lanificio Giovanni Magni

Ilenia Reali
Una delle fiere tessili
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Una delle fiere tessili

I titolari: «No, non costituiremo newco. E' una cessazione definitiva»

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 PRATO. Un altro lanificio cessa l'attività. E questa volta è uno di quelli che da sempre partecipa alla storia di Prato. Nel 2009 era stata l'Unione industriale pratese a consegnare un riconoscimento ufficiale: quello di azienda storica dell'associazione. A chiudere, e con una certa sorpresa nel distretto, è il lanificio Giovanni Magni di Vaiano.  I lavoratori dell'azienda, circa una decina, sono in cassa integrazione da qualche giorno e la prossima settimana sarà organizzato un incontro con i sindacati. Si sa già però che i lavoratori rimarranno in cigs in deroga fino a dicembre in attesa di novità. Speranze però non ce ne sono e i proprietari l'hanno spiegato bene ai propri dipendenti, alcuni lì da oltre trent'anni.  In via Buricchi c'è poca voglia di parlare ma su una cosa sono ben sicuri. «Chiuderemo e non riapriremo», sottolinea uno dei titolari Luca Magni.  In questo caso quindi non c'è da aspettarsi newco di sorta. La famiglia che da oltre 50 anni gestisce il lanificio abbandona il tessile e non si tratta di un'operazione solo per scaricare i debiti e poi ripartire come invece è successo in altre situazioni analoghe.  Per il momento la proprietà parla di cessazione, esclude il fallimento in proprio ma non il ricorso a un concordato «ancora non sappiamo, i nostri professionisti stanno facendo i conti proprio in queste ore», spiega Magni.  Anche sui motivi di questa chiusura sorprendente eppure effettuata in punta di piedi sembra non esserci spiegazioni diverse da quelle che hanno portato alla stessa fine tantissime aziende pratesi negli ultimi tre anni.  «Siamo in liquidazione - è sempre Luca Magni a parlare - e i motivi di tutto questo sono quelli di tutti: aspettavamo ordini che non sono arrivati. E la congiuntura è difficile, la crisi ci sta mettendo a dura prova ormai da tempo e abbiamo deciso di mollare». Suona quasi come una resa. Un abbandono davanti a un nemico troppo forte, che toglie il fiato anche a chi è forte di una storia lunga anni e anni. E proprio la storia era uno dei motivi di vanto del lanificio Giovanni Magni di Vaiano che anche nel sito parlava delle origini usando parole come «fierezza», «volontà», «tradizione».  Ad avviare l'attività era stato proprio quel Giovanni Magni da cui il lanificio prende il nome che in 50 anni aveva portato il lanificio ad occupare un'area di 5000 metri quadrati e a coinvolgere un indotto che impiega circa 150 addetti e 43 rappresentanti in tutto il mondo con esportazioni negli Stati Uniti e in Estremo Oriente. Un lanificio che negli anni era passato dalla lavorazione di stoffe tipiche pratesi a quella di tessuti nobili, di tessuti fini di qualità superiore.

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