Proteste
«Senza incentivo c'è la paralisi»
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Stefano CristiniRiqualificazione energetica: è allarme nell'edilizia
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PRATO. La mancata riconferma delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, fa ripiombare l'edilizia nella paralisi. «Verrà a mancare l'incentivo che finora ci ha fatto sopravvivere, nonostante la crisi» afferma Stefano Crestini, imprenditore edile. Tra i provvedimenti inseriti nel pacchetto di misure anti-crisi ci sono anche i tagli agli sgravi fiscali per i lavori di riqualificazione energetica, che nella nuova legge di stabilità, passano dal 55 al 33%. La categoria degli artigiani edili non ha reagito bene alla notizia: «Se pur consapevoli delle difficoltà legate al delicato equilibrio del bilancio pubblico - commenta Crestini, che è anche dirigente di categoria per Confartigainato Imprese Prato - non siamo d'accordo con questa scelta che andrà a spegnere l'unico spiraglio di luce e di ripresa del lavoro in questo settore». Anche se non si può parlare d'impennata, qualcosa nell'edilizia si è mosso grazie alla possibilità di portare in detrazione fino al 55% le spese per gli interventi mirati alla diminuzione dei consumi, riguardanti la ristrutturazione dei tetti, delle pareti, delle finestre e delle caldaie. «Lo sconto che lo Stato avrebbe concesso alle famiglie confermando le detrazioni fiscali - continua l'imprenditore edile - sarebbe stato recuperato in risparmio energetico attraverso la riduzione dei consumi e delle emissioni climalteranti». Quanto alla crisi occupazionale, Crestini individua negli incentivi al privato un fenomenale motore di rilancio del settore: «Ne hanno tratto beneficio sia le famiglie, portando in detrazione le spese- afferma - che la categoria in generale. Da una parte, infatti, il provvedimento favoriva l'eleminazione del problema legato all'evasione fiscale e dall'altra, tendeva a regolarizzare il mercato del lavoro dato che per poter usufruire degli incentivi era necessario presentare una documentazione rilasciata da aziende in regola con i contributi e tecnicamente all'altezza». Alla politica la categoria degli imprenditori edili rivolge un appello: «Chiediamo una sburocratizzazione della nostra attività - continua il dirigente Confartigianato - che a fronte del calo di lavoro deve comunque sostenere carichi di oneri e obblighi talvolta superflui che incidono molto sui costi fissi. Per una ripresa del nostro settore che muove un importante indotto, tra le altre cose auspichiamo che si arrivi presto a una diminuzione dell'Iva sulla prestazione dei servizi e al dimezzamento dei tempi di ammortamento per l'acquisto dei beni strumentali».
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