Gioco
L'abbazia fra leggenda e storia Il proprietario nel 1885 la donò allo Stato
W.F.
1 MINUTI DI LETTURA
CARMIGNANO. Una leggenda vuole che a costuire l'abbazia di San Giusto, assieme a Sant'Alluccio e San Baronto nel pistoiese, siano stati tra il 1000 e 1200 tre monaci eremiti francesi, che, lontani una decina di chilometri l'uno dall'altro, si passavano la mestola per murare pietra su pietra. E' solo una leggenda. Quello che gli archivi dicono è che fino al 1885 l'abbazia di San Giusto è appartenuta ad un privato. Ma Tito Cinotti, il proprietario, non riusciva più a far fronte alle spese e decise di donare la chiesa allo Stato. Nel 1894 la custodia era affidata al Comune. La delibera si trova nell'archivio storico. Ma l'edificio giaceva forse in condizioni ancora peggiori di oggi, così il ministero dell'istruzione affidò i lavori di restauro necessari all'ufficio regionale. Nel 1923 è ancora il Comune a gestire la chiesa e scrivere al Ministero per chiedere un intervento urgente. Poi, tra le due guerre, i conti Contini Bonacossi acquistano i terreni circostanti: ma non l'abbazia. Il 5 luglio 1964 la chiesa viene restituita al culto. Otto milioni di vecchie lire furono spesi per il restauro. Capezzana ci mise qualcosa. Ma in buona parte l'intervento fu finanziato dal Genio Civile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google