Il Tirreno

Prato

«Il Comune esca dal Creaf»

Alberto Magnolfi
◗
Alberto Magnolfi

Il direttivo Pdl si divide ma non sul centro di ricerca

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Disuniti verso il congresso (che si terrà forse a gennaio), ma concordi su di un punto: il Comune deve uscire dal Creaf, il centro di ricerca e alta specializzazione. Su questo punto il direttivo del Pdl, che si è riunito lunedì sera, è stato chiaro, recependo appieno la volontà espressa dal vertice di maggioranza che si è svolto sempre lunedì. L'accordo tra Regione Toscana, Provincia di Prato e la Cina sullo localizzazione di un centro di ricerca appunto nell'edificio di via Galcianese, non è stato digerito. lo stesso gruppo consiliare Pdl, sull'argomento, ha presentato una domanda d'attualità per chiedere spiegazioni al presidente Gestri perché non «si sia minimamente preoccupato di condividere questa sua decisione con le parti economiche e produttive della città, con il consiglio provinciale e con l'amministrazione comunale».  Ma la riunione del direttivo è stata l'occasione anche per rinnovare il completo appoggio al sindaco civico Roberto Cenni in un momento difficile della sua vita di imprenditore. Non solo: si è discusso sulla necessità di rimettere in discussione il tavolo di distretto, un organo, è stato detto, che sta perdendo nei fatti di significato. E' stato inoltre manifestato, in maniera unanime, l'auspicio che Prato possa intrattenere buoni rapporti, così come è stato col governo Berlusconi, anche col nuovo esecutivo che il presidente incaricato Mario Monti sta cercando di mettere in piedi. Prato, insomma, ha bisogno ancora di essere sostenuta nel suo rilancio.  E poi c'è stato il confronto fra la parte maggioritaria del partito, che fa capo agli attuali coordinatori Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi, e quella minoritaria («ma non per molto», assicura il capogruppo regionale Alberto Magnolfi, «sono siamo una fronda, siamo un tronco») rappresentata da Alberto Magnolfi e Cristina Attucci. «Un confronto costruttivo, è bene che all'interno di un partito si discuta senza pregiudiziali» ha commentato Mazzoni. «La dialettica è un elemento di crescita», ha aggiunto Magnolfi. Duellanti gentleman, peccato però che venerdì sera all'hotel Datini sia stato fissato un incontro, da parte di un gruppo di associazioni e circoli Pdl, al quale non sono stati invitati né Magnolfi né Attucci. «Ma non ci sono nemmeno gli ex An né i giovani» ribatte Attucci. «Ci sono più sigle che iscritti» chiosa Magnolfi. Ma la parola iscritti fa sobbalzare la controparte che irride alla lettera dei sei punti programmatici sottoscritta dai "Ventinove martiri", rimarcando che, a conti fatti, il tesseramento ha segnato un solco quasi invalicabile. «Ma gli iscritti non sono pecore che si marchiano» ha replicato Attucci. Mortaretti polemici («scorretto non invitare Magnolfi all'incontro di venerdì», «ma i primi a giocare duro sono stati coloro che hanno portato la lettera ai giornali prima che ai coordinatori». che si dissolvono, alla fine, tra auspici di una futura unità del partito. Sarà così? G.C.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web