Il Tirreno

Prato

Da Pepe e Furpile, kit in regalo alle neomamme

Maria Lardara
Un reparto di neonatologia
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Un reparto di neonatologia

Sodalizio tra aziende e Fondazione Ami per tutti i nati all'ospedale da metà dicembre in poi

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PRATO. Il primo regalo che ricevono è quello della vita donata da mamma e papà. Il secondo, tutto da scartare, è quello che arriva solitamente da amici e parenti: tute e pigiamini che fanno la gioia dei neo genitori. Il terzo - è la novità - è un cadeau firmato da Patrizia Pepe, Furpile Idea e Fondazione Ami. Omaggio alle donne che partoriranno all'ospedale "Misericordia e Dolce" da metà dicembre fino a tutto il 2012.  Speciali "benefattori", nell'ambito di un nuovo progetto che coniuga imprenditoria e solidarietà (sarà presentato domani alla città: le prime anticipazioni corrono su Facebook), sono due big del distretto tessile: Furpile Idea e Patrizia Pepe hanno sposato i progetti della Fondazione Ami nata nel settembre 2010 (nella rosa di fondatori spiccano l'Asl 4 e la Fondazione Cariprato) con l'obiettivo di sostenere l'area materno-infantile dell'ospedale di Prato. Dove ogni mese, in media, circa 260 donne danno alla luce un bambino, a fronte di 3.072 parti nel 2010. Culle sempre più multietniche con oltre la metà (54%) delle mamme che parlano una lingua straniera.  Presto appunto l'evento della nascita verrà allietato da un kit di prodotti "griffati" Patrizia Pepe e Furpile Idea: un gesto per migliorare l'accoglienza del bambino e delle famiglie in ospedale. Due aziende che si distinguono per una certa sensibilità declinata al femminile. Da una parte, lo stabilimento di Patrizia Pepe a Capalle accoglie da anni una palestra e cucina in stile toscana, dall'altra l'azienda pratese specializzata in tessuti innovativi capitanata da Andrea Cavicchi - a sua volta padre di due piccole gemelle - ha sempre buttato un occhio di riguardo sul binomio lavoro-famiglia. Nel maggio 2010 la Furpile aveva aperto le porte ai figli dei dipendenti per la "Festa dei bimbi in ufficio". E guarda ai più piccoli una collezione di tessuti di pile e lana cotta dalla mano morbida e con tanto di certificazione di garanzia.  «Il messaggio positivo che vogliamo lanciare - anticipa Cavicchi - è che nascere a Prato è una fortuna. Era una città accogliente in passato, lo è ancora oggi che nascono tanti bimbi stranieri. Il futuro della città nasce ogni giorno e passa dalle ultime generazioni. Talvolta ci scordiamo dell'importanza di un momento come la nascita».  A fare da tramite tra l'Ami e i patron di Furpile Idea e di Patrizia Pepe (Claudio Orrea a Patrizia Bambi) è stato il Polo universitario pratese, già partner della Fondazione avendone curato il sito internet.

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